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L'editoriale

La lettera dell'Europa che ci chiede ancora tasse, lacrime e sangue

6 Marzo 2016

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Altro che Salvini, c’è posta per Renzi. Pare infatti che tra martedì e mercoledì arrivi la letterina che la Commissione europea ha predisposto per richiamare l’Italia a rispettare le regole su deficit e debito pubblico. Secondo la Repubblica, che ieri ha anticipato la spedizione della cartolina precetto, all’inizio i tecnici di Bruxelles avevano scritto un paio di paginette piuttosto brutali, che mettevano il nostro Paese con le spalle al muro, denunciando ciò che non va nei nostri conti pubblici. Diciamo che a dar retta al quotidiano debenedettiano, il tono non era proprio amichevole, e addirittura pareva preludere ad una messa sotto osservazione dell’Italia, con tanto di procedura d’infrazione. Non eravamo al commissariamento, ma ci mancava poco. Alla fine però la diplomazia ha imposto di mitigare un po’ le parole, evitando contestazioni precise. La linea scelta è quella generica del richiamo, una specie di raccomandazione a fare meglio quest’anno e nel 2017. Un po’ come essere promossi con riserva, senza bocciatura del bilancio, ma con la spada di Damocle di una verifica a breve.

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Commenti all'articolo

  • gigi0000

    06 Marzo 2016 - 14:02

    Caro Direttore, Ti ricordi il Piano Fanfani? L'Europa era di là da venire, il fisco qualcosa di poco conosciuto e l'imposizione fiscale rasentava 1/3 del reddito. L'Italia divenne una potenza mondiale. Ora non ci sono idee, l'Europa , tradendo i padri fondatori, è divenuta un incubo, il fisco una corda al collo, le tasse oltre i 2/3 del reddito che, + spese, al 90-98%, fa chiudere negozi e PMI.

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