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L'editoriale

La vedova urla il dolore per il marito morto e Renzi fa il gigione in tv

7 Marzo 2016

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Chi ha perduto in modo violento una persona cara, spesso sente il bisogno di sfogare la propria rabbia verso l' enorme ingiustizia che ritiene di aver subito. Non importa che l' ucciso sia un padre, una madre, un figlio o un marito: le parole escono a fiumi e si scagliano contro chi, a torto o a ragione, non ha fatto nulla per evitare quella morte. Dunque, si comprendono le parole della moglie di Salvatore Failla, uno dei due tecnici uccisi in Libia dopo un rapimento lungo sette mesi. La donna ha urlato il proprio dolore ai cronisti, accusando lo stato di aver fallito. Di non aver fatto niente per salvare suo marito. Peggio: di rimanere con le mani in mano mentre i libici compiono l' ultimo scempio sulle salme di Salvatore e di Fausto Paita. La rabbia infatti è esplosa ancor più forte dopo che si è saputo che i corpi dei due italiani assassinati a Sabratha non saranno restituiti alle famiglie prima dell' autopsia. (...)

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Commenti all'articolo

  • ammunition

    10 Marzo 2016 - 11:11

    Un'altra pagina vergognosa, ci facciamo oltraggiare anche i morti da quei selvaggi libici L'india ci prende per i fondelli cui marò.La Libia spara sgli ostaggi e trattiene le salme, Napolitano che volle fermissimamente la guerra a Gheddafi con questi risultati (almeno Gheddafi fermava i clandestini) ora spara sentenze e vuoloe dettare il da farsi.

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