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L'editoriale

Per i dipendenti spiati Coop condannata e una sentenza stonata. L'editoriale di Maurizio Belpietro

20 Marzo 2016

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Chiedo scusa ai lettori se torno su una vicenda che mi riguarda da vicino. Martedì un giudice di Milano ha condannato me e Gianluigi Nuzzi a dieci mesi e venti giorni di carcere per aver calunniato un dirigente della Coop. La colpa grave consisterebbe nella pubblicazione della fotocopia di una fattura che avrebbe dovuto dimostrare l' esistenza di un sistema di spionaggio dei dipendenti e dei delegati sindacali all' interno dei supermercati del colosso della distribuzione. I video che ritraevano cassiere e dirigenti ovviamente ci sono, ma manca la prova che i vertici della Coop sapessero. Dunque, dieci mesi e venti giorni a chi scrisse, sulla base di documenti che gli erano stati consegnati da persone ritenute attendibili perfino dalla Procura, che in alto qualcuno fosse a conoscenza di quel sistema di «monitoraggio» del personale.
Si dà però il caso che, mentre un giudice ci ha condannato per la pubblicazione di una sola fotocopia (assolvendoci ad onor del vero dalla più grave accusa di aver ricettato materiale proveniente da un reato, ossia i famosi audio con le conversazioni dei dipendenti della Coop), un altro giudice, in sede civile, abbia condannato le Coop a risarcire uno dei dipendenti spiati, riconoscendo che se all' installazione dei sistemi di captazione era presente il capo della sicurezza delle Coop, difficilmente queste ultime possono chiamarsi fuori dalla responsabilità di ciò che è accaduto.

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