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L'editoriale

Belpietro: Gli italiani terrorizzati non spendono più ma il "tesoro" è a rischio

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Finalmente in Italia c’è qualcosa che cresce e non è l’ego del presidente del Consiglio. A salire sono i risparmi degli italiani, che tra febbraio del 2015 e febbraio del 2016 sono cresciuti del 2,52 per cento. A qualcuno forse la percentuale fornita dal Centro studi di Unimpresa parrà poca cosa. In realtà in valore assoluto significa quasi 40 miliardi di euro. In un anno le famiglie e le imprese hanno messo da parte una somma che supera per dimensioni la manovra con cui nel novembre del 2011 Mario Monti cercò di rassicurare i mercati finanziari. Tanta roba, insomma. La notizia dovrebbe indurci dunque all’ottimismo: nonostante la crisi e sebbene il Prodotto interno lordo stenti a decollare, non tutti gli italiani sono ridotti sul lastrico. Anche con la pressione fiscale che si mangia i redditi (come segnalato dalla Banca d’Italia, lo scorso anno l’Agenzia delle entrate ha incamerato sei miliardi in più dell’anno precedente e in massima parte non con il recupero dell’evasione fiscale), le famiglie riescono a mettere un po’ di soldi nel salvadanaio e questo si può considerare un fatto positivo. Tuttavia c’è un aspetto che non ci piace e che dovrebbe indurre il governo a qualche seria riflessione. Di che si tratta? Lo spieghiamo subito.

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