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L'editoriale

La Capitale infetta manda in bancarotta tutti noi

24 Aprile 2016

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Pare che il problema principale di Roma si riduca alla candidatura di Guido Bertolaso. Intendiamoci: noi per primi abbiamo invitato il centrodestra a darsi una regolata, passando da quattro candidati a uno, pena il rischio alle elezioni di essere ininfluenti. Tuttavia il caos di ciò che appare sempre di più un pollaio in libertà, piuttosto che il Polo della libertà di vecchia memoria, non autorizza a dimenticare il caos principale. Se la Città Eterna è sull’orlo della bancarotta e sembra più la Capitale di un Terzo mondo che quella della sesta o settima potenza mondiale è perché negli ultimi venti-venticinque anni è stata amministrata nel peggiore dei modi.
Si può far finta di non vedere i problemi e soprattutto chi li ha causati, ma una cosa è certa: il fallimento della città viene da lontano e non solo da Gianni Alemanno. L’ex ministro dell’Agricoltura di sicuro non ha dato il meglio di sé - oppure sì, a seconda delle opinioni - ma la montagna di sprechi e di debiti ha origini che risalgono a molte giunte fa, la maggior parte delle quali di sinistra. 

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