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L'editoriale di Vittorio Feltri

Per fermare l’invasione l’unica è lasciare gli immigrati in mare

28 Maggio 2016

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Dire che gli immigrati sono dei poveracci è come scoprire l'acqua calda, quella tiepida e anche quella fredda. Pertanto, non intendiamo ammorbarvi con l'ennesimo pistolotto politicamente corretto. Vorremmo semplicemente dire a voi e ai responsabili della cosa pubblica che le invasioni barbariche sono inevitabili - sempre avvenute dalle origini del mondo - ma andrebbero governate per evitare che i barbari vincano subito. Cerchiamo almeno di rendere la vita dura agli invasori, così come fecero gli antichi romani. I quali, non ancora corrotti, non ancora debosciati, quando venivano attaccati da orde germaniche, slave e sarmatiche reagivano e non si facevano soverchiare, ma combattevano con tutte le forze allo scopo di non farsi dominare dagli stranieri incivili.
Allora usava così. I migranti non erano accolti a braccia aperte, nessuno si sognava di offrire loro assegni di sostentamento, case popolari e soggiorni in albergo. Scoppiavano guerre tra cittadini in armi dell'Impero e coloro che miravano a impadronirsene. I conflitti durarono secoli e secoli. Alla fine, vinsero i barbari, ma ce ne volle per battere gli antenati di Alberto Sordi. Oggi, invece, gli eredi dei romani, ossia gli italiani, non sono capaci di opporsi agli invasori e li ospitano volentieri nella speranza di stringere amicizia con loro; se essi sono in difficoltà su barconi in balìa del mare, noi ci rechiamo per salvarli direttamente a casa loro, a poche miglia dalle coste libiche e li portiamo qui, dopo di che cerchiamo di integrarli pur sapendo che non sono integrabili.
In breve, caliamo le brache. Soccorrere il prossimo - lo dice il Papa - (...)

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