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L'editoriale

Killer francese, ma di razza islamica

16 Luglio 2016

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Adesso diranno che lo stragista non è un pazzo ispirato dalla religione islamica, ma un povero cristo depresso, abbandonato dalla moglie, pieno di problemi economici e che ha compiuto l’eccidio di Nizza per disperazione. Pur di non dire la verità, saranno disposti a inventarsi qualsiasi fandonia. Ormai siamo abituati al delirio giustificazionista. L’assassino otterrà la comprensione pietosa di vari intellettuali dei mie stivali. Questo giornale, dopo il massacro del Bataclan, pubblicò un titolo che suscitò la riprovazione generale: Bastardi islamici. Il direttore di allora, Maurizio Belpietro, fu perseguito dall’Ordine dei giornalisti. Con questo pretesto: non si insultano così neanche gli assassini, e il fatto che essi siano o non siano musulmani non c’entra.

Quindi giù le mani dalla fede, qualsiasi essa sia. Certo non contano i fatti, compresi quelli di sangue, ma le parole usate per descriverli. Occorre misura, delicatezza, massì, perfino amore. Andate all’inferno, censori della malora. Come li dobbiamo definire individui addetti alla macellazione di umani? Gentiluomini? Ragazzi emarginati? Ecco perché oggi, dovendo riferire e commentare quanto accaduto nella città francese prossima ai nostri confini, abbiamo scelto questo nuovo titolo: Islamico di razza. In effetti, altro che bastardi, sono talmente di razza da essere più o meno consapevolmente razzisti. Ammazzano quelli che considerano diversi da loro, infedeli, incapaci di comprendere la legge coranica e indegni, pertanto, di vivere. Massacrare bambini, donne, famiglie intere, uomini pacifici e a spasso è un’opera richiesta dall’alto dei cieli. Che vergogna, che squallore dover sempre ripetere le stesse cose l’indomani di ogni - sempre più frequente - ecatombe.

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