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L'editoriale

Se vogliamo restare vivi impariamo da Israele

21 Luglio 2016

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Ci siamo già occupati della sicurezza italiana in presenza di una crescita senza sosta del terrorismo islamista, e abbiamo sottolineato il rischio che gli attentatori possano prendere di mira anche il nostro Paese, dopo aver agito senza freni in Belgio e soprattutto in Francia.

La domanda delle cento pistole è questa: siamo in grado di difenderci? Abbiamo molti dubbi. Infatti, mentre gli stragisti imperversano in Europa seminando centinaia di vittime, il nostro Parlamento è impegnato ad approvare una legge che di fatto depotenzia le forze dell’ordine, rendendole sempre più deboli e timide di fronte alle soperchierie dei violenti, dei criminali d’ogni specie, inclusi i pazzi che massacrano gente - cosiddetta infedele - in nome di Allah.

L’intenzione del legislatore è di punire severamente i poliziotti e i carabinieri che usino le maniere forti per contrastare la delinquenza. Cosa si intenda per maniere forti non è mai stato specificato da alcuno, per cui è impossibile stabilire quando e perché un agente o un militare commetta un reato da perseguire. Il reato che si vorrebbe castigare è quello di tortura. Ma quando si sostanzia la tortura?

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