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L'editoriale

Presidente, ci scappa un vaffa...

20 Agosto 2016

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Sergio Mattarella non è antipatico e neppure simpatico: è enigmatico, oserei dire sconosciuto perlomeno alle masse, che si sono sempre disinteressate alla sua persona fino a quando non è stata issata al vertice del Colle. Dimessosi Giorgio Napolitano dopo che aveva commesso una serie indimenticabile di bischerate, si trattava di sostituirlo con un personaggio opaco, capace di non farsi notare e di non disturbare il manovratore, nella fattispecie Matteo Renzi, novello timoniere.

Insomma si richiedeva un uomo grigio e innocuo. Chi? Illuminato dal proprio genio perverso, il premier scelse Mattarella, la cui esistenza era pressoché ignorata da tutti, forse anche dai parenti stretti. Una scelta di buon senso che tuttavia Berlusconi non apprezzò, non essendo stato lui a farla.

In ogni caso Sergio il siculo si è insediato al Quirinale senza fare rumore, come avrebbe fatto un gatto, animale che egli ama, cosa che mi ha sempre impedito di parlare male del presidente, dato che anche io sono un gattolico praticante. Insomma, fino a ieri, consideravo Mattarella il minore dei mali italiani.

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