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L'editoriale

Vittorio Feltri: Il lavoro a noi e poi agli altri

27 Settembre 2016

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A volte i giornali sbarellano, anche il nostro. Ieri per esempio quasi tutta la stampa ha descritto con accenti scandalizzati l' esito di un referendum svoltosi nel Canton Ticino (Svizzera), approvato a larga maggioranza, secondo il quale nella assegnazione dei posti di lavoro va data la precedenza ai cittadini elvetici. Una decisione di buon senso, che gli italiani sognano da sempre di adottare e che non sono mai riusciti a trasformare in legge. Ma come, se gli svizzeri mettono nero su bianco che in casa loro hanno diritto a lavorare, e che gli stranieri debbono mettersi in lista di attesa che si liberi un impiego non ambito dai ticinesi, noi diamo loro dei razzisti e li deploriamo? Ma se la stessa norma la invochiamo da sempre per difenderci dall' invasione degli extracomunitari, e la consideriamo opportuna e giusta al punto che premiamo sul governo affinché non esiti ad approvarla e renderla inviolabile, siamo in contraddizione.

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