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Editoriale

I tardivi vaticini di De Benedetti

29 Settembre 2016

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Ogni tanto Carlo De Benedetti smette di fare l’imprenditore e il finanziere e indossa i panni dell’aruspice. Esamina le viscere del nostro e di altri paesi e spara vaticini. A una certa età non è raro abbracciare le arti divinatorie in mancanza di migliori appigli. Cosicché l’ingegnere ha affidato alla magistrale penna di Aldo Cazzullo, che mi auguro prima o poi succeda a Fontana alla direzione del Corriere di Cairo, le proprie profezie. Secondo lui siamo nella merda, e fin qui gli diamo ragione conoscendo la fetida materia. Ma anche il resto delle sue previsioni terrificanti non è campato in aria.

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