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L'editoriale

Renzi premier. Subito

Il Pdl potrebbe indicarlo come possibile presidente del consiglio e Napolitano potrebbe chiamarlo sul Colle per assegnargli il compito

12 Aprile 2013

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di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

La fretta di fare un nuovo governo improvvisamente non c’è più. Sono passati quasi due mesi dalle elezioni, ma le forze politiche, in particolare quella che ha ottenuto il maggior numero di seggi, cioè il Pd, non sembrano cogliere le ragioni dell’urgenza di dare al Paese un esecutivo. «Dopo, non è questo il momento», pare abbia risposto Bersani a un Berlusconi che premeva per parlare della formazione del governo, «prima il capo dello Stato».  Così, dall’agenda politica è sparita la questione su chi debba guidare l’Italia:  tutto rinviato a maggio, quando si insedierà il futuro presidente  della Repubblica, al quale toccherà l’obbligo di ripercorrere la strada già percorsa da Napolitano: consultazioni delle alte cariche dello Stato e dei partiti e poi affidamento dell’incarico per capire se c’è una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento che possa sostenere premier e ministri. 

Dopo? Ma certo, c’è tempo. Prego, fate con comodo. Bersani prenda pure le sue pause di riflessione, che non esiste alcuna premura. In fondo il debito pubblico è solo al suo massimo storico e i disoccupati negli ultimi anni sono aumentati di appena un milione duecentotrentanovemila unità. Cosa volete che sia un milione e rotti di persone senza lavoro rispetto a 60 milioni di italiani? È vero, la Banca centrale  europea parla di livelli senza precedenti, ma sono i soliti esagerati. Come pure la sparano grossa quelli della Ue, i quali hanno detto che l’Italia è una specie di malato infettivo che potrebbe contagiare il resto d’Europa. Tranquilli, a calmare le acque ci pensa Monti, che a Bruxelles ha buoni uffici e basta il suo eloquio brillante per addormentare la paura di contagio. Il presidente del consiglio in carica, anche se dimissionato da un pezzo, dice che le cose vanno bene, che i conti sono in ordine. Pazienza se poi, andandosene, al nuovo governo lascia delle previsioni di spesa che richiedono una nuova stangata sui contribuenti: secondo Bersani l’esecutivo può attendere.

E questa tranquilla certezza pare condivisa anche dai grillini, i quali ritengono che la formazione di un gabinetto di ministri possa passare in secondo piano:  ciò che conta è varare le commissioni parlamentari, così finalmente le assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama possono riunirsi e fare danni.

La realtà è che il governo serve subito, perché quello in carica ha ormai perso qualsiasi voglia e autorevolezza. Non è vero ciò che dice Bersani. È folle il disinteresse di Grillo. È cinico l’atteggiamento di Monti. Il quale, dopo aver lasciato incancrenire la crisi per inseguire le proprie ambizioni politiche, ora ha solo fretta di mollare la poltrona vantandosi del pareggio di bilancio. I conti in ordine non servono a niente se il paziente su cui ci si è esercitati nel frattempo è morto. Un milione 239 mila disoccupati in più sono un esercito, più o meno quanti gli abitanti di Milano, e dietro ogni disoccupato c’è una famiglia. Significa che in pochi anni almeno 4 milioni di italiani non hanno più un reddito e vivono di sussidi o lavoro nero. È per questo che Confindustria sta riempiendo le pagine dei giornali (lo fa anche oggi su Libero) scrivendo che il tempo è scaduto. Non si può rinviare a maggio la decisione su chi debba guidarci in un momento tanto difficile: bisogna farlo ora. Serve subito il coraggio di decidere.

È scaduta come un alimento avariato anche la foglia di fico dei saggi. I cosiddetti facilitatori sono serviti a nascondere lo stallo, a non comunicare al mondo che non siamo in grado di darci un governo.  Ma adesso i dieci esperti hanno concluso i loro lavori e dunque la palla ritorna nelle mani del capo dello Stato e delle forze politiche.  Che cosa si fa? Ci si palleggia la patata bollente fino a giovedì prossimo, in attesa che comincino le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica e l’attenzione dell’opinione pubblica sia concentrata sul Quirinale? Oppure si usa il tempo che manca per fare l’unica cosa saggia che si può fare? La nostra opinione è chiara. Si deve formare un governo. Napolitano è in sella e può decidere se lo vuole. Intende chiudere il mandato con la peggior crisi della nostra Repubblica o desidera contribuire a una soluzione? Se la risposta è la seconda, noi un’idea l’avremmo.

Ormai è chiaro che Bersani non controlla il suo partito. Anzi, è certo che il Pd è una polveriera in procinto di esplodere, perché il segretario invece di calmare le acque le ha cocciutamente agitate.  Stando così i fatti, l’unica soluzione possibile consiste nel congedare Bersani (congedare, non congelare, nota bene) e dare l’incarico di fare il nuovo governo a Renzi. Potrebbe essere il Pdl a indicarlo come possibile presidente del consiglio, cioè come uomo di mediazione. Potrebbe essere Napolitano a chiamarlo sul Colle per assegnargli il compito. E potrebbe essere D’Alema – che ieri lo ha incontrato in un clima di grande cordialità – il facilitatore della scelta. Metà Pd ormai sta con Renzi, l’altra metà, quella bersaniana, è da convincere. Ma tolto di mezzo l’ingombro principale, cioè Pier Luigi con le sue ambizioni, il compito dovrebbe risultare meno gravoso del previsto. Insomma, si può fare. C’è bisogno solo di qualcuno che lo voglia fare. Prima licenziamo Bersani  e prima pensiamo ai licenziati. Quelli veri. 

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Commenti all'articolo

  • alfonsofiorucci

    12 Aprile 2013 - 21:09

    Era ora che qualcuno più importante di me lo dichiarasse! D'Alema presidente della repubblica e Renzi presidente del consiglio. Alle primarie del PD ho votato Renzi. Alle politiche Berlusconi! Così si doveva fare.

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  • neottolemo

    12 Aprile 2013 - 18:06

    Caro Direttore l'idea da lei lanciata per un utilizzo immediato di Renzi sicuramente avrà un grande successo fra i cittadini di ogni parte politica in quanto risponde alle attuali esigenze politiche del momento. Però, vede Direttore, c'è un però grosso più di un palazzo. Se Lei potesse conoscere la fine della storia avrebbe sicuramente la mia stessa idea. Non sarebbe giusto ne umano mettere Renzi in una situazione di estremo pericolo, il giovane non merita per nessun motivo un trattamento del genere, mi creda. Senza contare che nel dopo dopo potrebbe essere necessario se non indispensabile per prendere in mano le redini di un paese ormai alla deriva. Direttore la prego soltanto di non scherzare su quanto le sto dicendo, le sto solo raccontando una parte del nostro futuro che lei stesso potrà controllare se corrispondente o meno al vero. Purtroppo questa è la nostra situazione e sono rare le persone che ne hanno la netta percezione. Auguri per il suo lavoro e complimenti per la tenacia

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  • zen65

    12 Aprile 2013 - 12:12

    Eh già, furbo il Direttore, così si brucia Renzi che è l'unico che può giocarsela con B. alle prossime elezioni. Spero che il PD non ci caschi anche se tra i tanti errori potrebbe commettere pure questo ahinoi ...

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