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L'editoriale

Nessuno vorrebbe ma il silurato Renzi è ancora decisivo. L'editoriale di Vittorio Feltri

11 Dicembre 2016

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Quello che mi fa ridere di gusto è che molti antirenziani incalliti non si rendono conto che Matteo nonostante sia stato trombato dal Referendum, continua ad essere segretario del Pd per cui tocca a lui indicare chi del suo partito (di maggioranza relativa) possa diventare presidente del Consiglio. La qual cosa non piace ad alcun partito, ma è un fatto. Per scongiurare il quale bisognerebbe che Renzi si ritirasse a vita privata e rinunciasse pertanto a impugnare le redini del partito che conquistò vincendo le primarie.

Le regole sono queste. Mattarella avrebbe facoltà di incaricare chi vuole, anche sua sorella, ammesso ne abbia una, ma è evidente che nella scelta del nuovo premier debba tenere conto delle indicazioni del capo democratico. Chi non capisce questo è un fesso. Pertanto al momento il candidato in pectore è Gentiloni e lui sarà il prossimo presidente, non perché sia bravo, per l’amor di Dio, ma perché garba al capo del governo uscente che fino a prova contraria ha in mano il pallino. Ogni altro discorso è inutile. Col Referendum è stato fatto fuori il premier, non Renzi, che continua ad essere il numero uno dei democratici almeno finché non ci sarà un altro segretario del Pd. Tutti i signori che si sono presentati al Quirinale per dire la propria hanno ubbidito a un cerimoniale, ma non (...)

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