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Editoriale

Virginia, vattene. Sala, tu resta

17 Dicembre 2016

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Non credo che il sindaco di Roma, signora Raggi, sia una che commette reati volontariamente né che abbia combinato in Campidoglio chissà quali disastri. Eletta a furor di popolo prima cittadina, si insediò senza fare proclami e animata da buoni propositi. Ma guidare la Capitale oberata di debiti (13 miliardi, si dice) non sarebbe facile per i marpioni della politica noti alle cronache, figuriamoci se questa avvocatina di gradevole aspetto può essere in grado di sistemare i bilanci e le grane dell’Urbe.

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