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Editoriale

Padoan dice i peccati ma non i peccatori, invoca la crescita ma mette le tasse

18 Gennaio 2017

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Pier Carlo Padoan è un genio a scoppio ritardato. Capisce i problemi venti anni dopo che si sono creati e trova delle soluzioni che altri hanno già scoperto. Ecco perché lo hanno nominato ministro dell’Economia: sapevano e sanno che non corre il rischio di rendersi utile al Paese, essendo invece utilissimo a lorsignori, banchieri e sfruttatori di banche dei quali, infatti, si guarda dal fare i nomi. In pratica è come un prete confessore: dice i peccati ma non rivela i peccatori. Uno più bravo di lui nel difendere gli interessi e la reputazione dei bidonisti del Monte dei Paschi non esiste. Non bastasse, è unico anche nell’arte sopraffina di strizzare le tasche dei cittadini comuni per saldare i debiti dei suddetti bidonisti.

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