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L'editoriale

Prima lo ammazzano, poi lo fanno santo

19 Maggio 2017

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Due giorni fa si sono celebrati i 45 anni dall' assassinio del commissario Luigi Calabresi. Usciva di casa per andare a lavorare, c' era un brutto clima intorno a lui a Milano. Era un morto che camminava, e lo sapeva. Di sicuro ne erano perfettamente coscienti quanti sottoscrissero l' atto di accusa che, pubblicato dall' Espresso del 21 giugno 1971, fu il lasciapassare morale e politico per il commando dei boia. L' omicida di Giuseppe Pinelli, anarchico, ingiustamente sospettato per la strage di piazza Fontana era lui, doveva essere lui, "il Commissario torturatore".

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