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L'editoriale

Tra prima casa e imprese ci prendono per l'Imu

Spostare a dopo l'estate l'acconto non ha alcun effetto né sulla fiducia né sul portafogli, servono sforbiciate nette

9 Maggio 2013

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di Maurizio Belpietro

Il governo ci sta prendendo per l’Imu. A due settimane dal solenne impegno del presidente del consiglio di rimodulare l’imposta che colpisce i proprietari di case, l’esecutivo non ha partorito nulla, ma rinviato tutto a lunedì. Un appuntamento cui Letta a quanto pare si prepara a fare il minimo sforzo e a partorire un topolino. Una misura piccola piccola, così piccola che chi possiede un’abitazione quasi non si accorgerà neppure che sia stata presa. Al contrario di quanto era stato promesso non ci sarà alcuna cancellazione della odiosa tassa sul mattone e nessun taglio che ne riduca l’impatto sul portafogli degli italiani. Neppure per chi di alloggio ne ha uno solo, quello in cui abita con la famiglia, quasi sempre frutto di numerosi sacrifici e spesso ancora gravato dal mutuo. Anche i proprietari di prima casa dovranno pagare: la sola concessione che Letta vorrebbe elargire ai contribuenti meno abbienti è il rinvio della scadenza di giugno. La rata infatti non si dovrebbe versare alla vigilia delle vacanze, ma al ritorno, per la precisione a fine di settembre. Forse qualcuno delle alte sfere di Palazzo Chigi avrà pensato con tale mossa di fare un gran piacere alle famiglie, consentendo loro di poter partire per le ferie senza la preoccupazione di aver svuotato il conto corrente per adeguarsi alle ingiunzioni di pagamento del Fisco. Purtroppo si dà il caso che chiunque sappia di dover saldare un conto appena rientrato da un periodo di relax non trascorre un soggiorno spensierato, ma tende a risparmiare in vista della scadenza settembrina. Dunque, se nella testa dei nostri ministri questa è una misurata destinata a rilanciare i consumi e dunque a far riprendere l’economia, si può anticipare senza paura di essere smentiti che il provvedimento non avrà alcuna efficacia sull’andamento degli acquisti.

Risparmiare tre mesi  non è infatti un gran risparmio: alla fine si sa che comunque si dovrà pagare e dunque le persone continueranno a far la spesa con estrema oculatezza, rimandando a domani ciò che avrebbero potuto acquistare oggi. La decisione del governo in pratica non farebbe sconti a nessuno, neppure ai piccoli proprietari, quelli che solo apparentemente sono titolari della casa in cui abitano, ma che in realtà sono “affittuari “ delle banche, alle quali pagano una montagna di quattrini ogni anno per  il prestito ottenuto. Insomma, se questo è il modo per restituire fiducia ai consumatori e per invertire la tendenza che spinge all’ingiù il nostro prodotto interno lordo, beh, bisogna concludere che non ci siamo. Anzi: che il governo sta procedendo proprio nella direzione opposta, quella delle decisioni senza coraggio.

Ma non è tutto. Il consiglio dei ministri decidendo di non decidere ma di rinviare non ha solo deluso le aspettative di milioni di famiglie obbligate a versare una tassa ingiusta e impopolare, ha anche ignorato la richiesta che veniva da commercianti e industriali di sospendere il super acconto sugli immobili. Come avevamo annunciato nelle scorse settimane,  presto chi ha un’attività commerciale sarà chiamato a pagare la prima rata dell’Imu. Il versamento è alle porte, essendo stata fissata la scadenza del 17 giugno.  Ma ciò che impensierisce esercenti e imprenditori è soprattutto l’entità della stangata.  Rispetto allo scorso anno, la rata potrebbe essere superiore del 50 o del 200 per cento a causa di uno dei tanti doni lasciatici dal governo Monti. Il decreto “Salva-Italia” – che a dispetto del nome che porta non ha salvato un bel nulla, se non la carriera politica dell’ex presidente del consiglio – infatti ha previsto un aumento dei valori fiscali di riferimento di capannoni e immobili strumentali che si somma al venti per cento già alzato lo scorso anno. Senza contare che se, per far quadrare i conti, i comuni a loro volta hanno deciso di ritoccare l’aliquota, l’acconto potrebbe rivelarsi un salasso. Secondo il Sole 24ore, che all’argomento ha dedicato ieri il titolo d’apertura della prima pagina, a Roma e Milano si pagherà il cinquanta per cento in più di un anno fa, ma non va meglio a Bologna o Napoli, dove per un esercizio  chiamato a versare dodici mesi fa più di cinquecento euro potrebbero volercene 738.  Già, perché alla mannaia del Fisco non sfuggiranno i negozi e neppure gli alberghi o i centri commerciali. Contributo, immaginiamo decisivo, per decine di migliaia di piccole attività, le quali, causa crisi, sono costrette a tirare la cinghia e spesso a tirare giù la claire, ma dopo il prelievo forzoso deciso da comuni e governo molto probabilmente non avranno altra via che liquidare tutto e portare i libri in tribunale.

Siamo troppo pessimisti? Non ci pare. Il problema è che dopo aver visto all’opera Rigor Montis, non vorremmo doverci scontrare con Rigoletta, che non avrebbe nulla a che fare con il personaggio dell’opera di Verdi e soprattutto, nonostante il nome, non ci farebbe per nulla ridere. Dunque, ci auguriamo un rapido ripensamento: lunedì datevi da fare...

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Commenti all'articolo

  • Pantera grigia 35

    10 Maggio 2013 - 18:06

    Come mai con il nuovo governo non si sente più parlare della riduzione dei costi della politica? Dove è finita la proposta di soppressione delle Province, della soppressione del finanziamento pubblico ai partiti, taglio agli stipendi degli onorevoli,etc.etc. Altro che abolizione dell'IMU1

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  • mauro300170

    10 Maggio 2013 - 16:04

    Gent.mo Direttore, da qualche giorno sono attenagliato da un dubbio, e mi piacerebbe avere la risposta da un costituzionalista. Io ho un mutuo ipotecario per la ristrutturazione della prima casa, dove ho domicilio e residenza. Con l'ipoteca sulla casa la banca si garantisce la proprietà nel caso in cui io non riuscissi a onorare le rate mensili. Stando così le cose la casa non è mia a tutti gli effetti ma bensì della banca con la quale ho stipulato il mutuo. Il dubbio è il seguente : se la casa è della banca, perchè devo pagare io L'IMU o eventuali altre tasse sull'immobile? perchè tali tasse non le paga il reale proprietario dell'immobile ossia la banca? E' costituzionale una tassa che deve essere pagata su una proprietà non mia? Cardiali saluti

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  • futuro libero

    10 Maggio 2013 - 10:10

    Molti comuni lo scorso anno non hanno fatto pagare l'IMU sulla prima casa,hanno preferito tagliare gli sprechi per trovare i soldi che servivano.Se alcuni hanno onestamente deciso che si poteva fare dobbiamo pensare che quasi tutti gli altri comuni sono in malafede,anche lo stato se vuole non ha bisogno dell'IMU 1°casa infatti lo scorso anno questi soldi sono serviti solo per salvare il PD chiudendo il buco fatto nella loro manca MPS,quindi di questi soldi ne può fare a meno anche quest'anno o forse ci sono altri gravi buchi creati dal PD che occorre chiudere? Caro letta voglio pensare che tu sia onesto ma ricordati che noi non siamo fessi e se il governo cade il tuo PD morirà e sarà molto difficile creare un altro partito che dia fiducia,anche renzi ormai si è bruciato.Io non voto sx ma renzi in campagna elettorale mi faceva sperare in un PD migliore,poi si è dimostrato quasi peggio degli altri,mentiva sapendo di mentire soloper avere voti che tradotti in piddino erano solo soldi

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