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L'editoriale

Tsunami su Grillo: dalle stelle alle stalle, Letta ora tira il fiato

Il crollo del M5s e la tenuta del Pd fanno bene alle larghe intese. Ma il Pdl non sottovaluti il segnale dalle urne

27 Maggio 2013

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di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

Di vincenti ancora non si può parlare, quanto meno non a Roma e in altre città in cui per scegliere il sindaco si dovrà aspettare il ballottaggio di metà giugno. Ma, al contrario, dei perdenti si può già dire, perché dalle elezioni di domenica e lunedì a uscire con le ossa rotte sono stati senza ombra di dubbio i candidati del Movimento 5 Stelle. Il loro leader, Beppe Grillo, appena tre mesi fa si era rivelato la vera novità della politica, in quanto partendo da zero era riuscito a ottenere il 26 per cento dei voti, imponendo il suo gruppo come primo partito d’Italia.  Ma il 25 febbraio di quest’anno ormai sembra lontano anni luce e appartenente ad un’era geologica passata. Naturalmente i portavoce pentastellati, come i collaudati onorevoli della prima Repubblica, si affanneranno a spaccare il capello in quattro, sostenendo che non si tratta di sconfitta, perché le elezioni politiche non vanno mai confrontate con le Amministrative. Sta di fatto che, per la prima volta dopo un anno, il comico di Genova appare un pallone sgonfiato, un capopopolo il cui popolo si è dileguato in fretta. Basti dire che in certi posti, ad esempio la Val d’Aosta, dal 18 per cento di dodici settimane fa, il Movimento Cinque Stelle è sceso al sei per cento, mentre altrove, a Brescia, Imperia, Vicenza e così via si è fermato a percentuali poco distanti. 

Al punto che, se confrontato con certi dati ottenuti nel Nord, dove a febbraio il movimento di Grillo e Casaleggio era andato a gonfie vele, il risultato di Roma appare quasi un successo, perché il candidato del M5S ha superato il 12 per cento, scavalcando e non di poco il candidato sindaco della lista beautiful, Alfio Marchini, piacione appoggiato da Mario Monti. Ciò nonostante Marcello De Vito, questo il nome del grillino schierato nella Capitale, è rimasto molto lontano non solo dai risultati conseguiti alle Politiche, ma anche da quelli ottenuti dai due principali sfidanti, vale a dire Gianni Alemanno e Ignazio Marino, il primo sostenuto dal Pdl, l’altro da tutto il centrosinistra. Neanche con due candidati fiacchi come Alemanno e Marino (il primo perché al suo secondo mandato, l’altro in quanto non amato dal suo stesso partito) l’uomo di Grillo ha sfondato. Segno evidente che, al di là delle chiacchiere del comico genovese, il Movimento Cinque Stelle sta vivendo la sua prima crisi. Passati l’entusiasmo e la novità, e soprattutto visti all’opera i grillini, gli elettori paiono essersi ricreduti. E non è detto che sul calo dell’affluenza rispetto alle Politiche di pochi mesi fa non abbia influito proprio la delusione nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Se tanti hanno preferito restare a casa piuttosto che recarsi i seggi, forse non sono estranee le prove fornite nelle scorse settimane dai pentastellati eletti alla Camera e al Senato. Il no all’alleanza con il Pd, il rifiuto di votare il presidente della Repubblica insieme con il partito di Bersani e, infine, le polemiche sulla diaria parlamentare e sugli scontrini probabilmente hanno in tempi strettissimi contribuito ad allontanare gli elettori.

In attesa di sapere qualcosa in più sulle dinamiche e sui flussi elettorali - argomento di studio da parte degli esperti - una cosa però si può aggiungere e riguarda la situazione del Partito democratico. In molti temevano che queste elezioni mettessero a repentaglio il governo. Essendo il Pd in profonda crisi e incerto sulla linea di sostegno dell’esecutivo, c’era pericolo che un brutto risultato elettorale potesse costringere Letta alle dimissioni. Tuttavia in realtà dalle urne non è uscita una sonora bocciatura della strategia delle larghe intese. Il partito affidatosi alle mani rodate di Guglielmo Epifani non è stato seppellito dai fischi provenienti dalle cabine elettorali, ma ha tenuto. Non solo a Roma, ma anche altrove, riuscendo ad andare al ballottaggio in posizione di vantaggio sia a Treviso che a Imperia, da sempre roccaforti del centrodestra, e perfino a Siena, teatro del più grosso scandalo bancario della sinistra di lotta e di credito. Enrico Letta può dunque stare tranquillo: a Natale mangerà il panettone, mentre per la colomba pasquale si vedrà.

Chi invece qualche pensierino lo dovrà fare è Angelino Alfano. Mentre il Pdl cresce nei sondaggi, al punto che a livello nazionale è dato ad un passo dal 30 per cento, diminuisce nelle urne. Lasciamo perdere la Val d’Aosta, dove è quasi scomparso, ma anche a Treviso, Brescia, Roma e Imperia non c’è da brindare. Saranno i candidati scarsi, saranno le faide fra capetti del centrodestra, sta di fatto che in città il cui esito sembrava scontato, la conta ha rivelato qualche sorpresa. Certo, ci si può consolare con Isernia, strappata al centrosinistra già al primo turno, ma fatte le debite proporzioni è come se Epifani alle elezioni fosse in svantaggio su tutto ma esultasse per la conquista di Pizzighettone.  Senza offesa naturalmente ai pizzighettonesi che nel maggio di due anni fa hanno scelto Pdl...

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Commenti all'articolo

  • pi.bo42

    28 Maggio 2013 - 22:10

    D'accordo con lei sulle critiche rivolte al direttore di questo giornale, ma lasci perdere propositi di denuncia ai fori competenti, certe persone si autopuniscono con i loro stessi comportamenti. Però non si sente un pò d'accordo con me, legga il mio incavolatissimo post, che il M5S avrebbe potuto ben diversamente usare il voto democraticamente espresso dai suoi simpatizzanti? Non pensa che il delirio di onnipotenza del v/s leader stia rovinando tutto? Non c'è un solo sondaggio che non vi dia in calo. Perdoni la franchezza.Come fa Grillo a criticare la deleteria alleanza PD-PDL se proprio lui l'ha pervicacemente favorita? Cosa dovevamo stare ancora mesi senza un governo nella situazione in cui siamo?

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  • actarusduke

    28 Maggio 2013 - 21:09

    In diretta su la 7 definisce "miserrimi" i rappresentanti del movimento 5stelle, rappresentanti del popolo italiano, popolo che li ha leggittimamente eletti. Offendendo non solo i parlamentari, ma soprattutto i cittadini, che hanno dato al movimento 5 stelle, come prescrive la costituzione italiana, la delega per essere rappresentati in parlamento nella nostra democrazia. Non è nuovo al fondatore di questo giornale, usare insulti e sprezzo verso chi la pensa diversamente rispetto alle sue idee. Mi auguro vivamente che il termine miserrimo da lui rivolto al movimento 5stelle, possa essere perseguito nei fori competenti, da parte del movimento 5 stelle, e anche da tutti i cittadini italiani offesi ancora una volta da chi non è nuovo a recidivi atteggiamenti di ghettizzazione e sprezzo verso i principi della nostra repubblica e del diritto dei cittadini.

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  • numetutelare

    28 Maggio 2013 - 18:06

    Adesso gongoli pure circa i grillini ma rammenti che deve stare in sella con il Pdl... e da lì non può deviare.

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