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L'editoriale

Letta ci ammazza di commissioni

Tasse, occupazione, consumi: per risolvere le emergenze all'Italia serve un premier decisionista. Letta, invece, non fa l'unica cosa per cui lo paghiamo: governare

19 Giugno 2013

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Pare che a Torino ci sia un chirurgo in grado di sostituire la testa a chiunque ne faccia richiesta. Come un qualsiasi pezzo di ricambio, il capo verrebbe montato su un nuovo corpo, più sano, proveniente da persone decedute senza però che il fisico sia stato danneggiato. O per lo meno questo è ciò che assicura il dottor Sergio Canavero al settimanale Oggi da ieri in edicola. Fantascienza? Di sicuro si tratta di esperimenti degni del dottor Frankenstein, che per ora rimangono teoria allo stato puro. Sta di fatto che se si potesse cambiare la testa della gente, in Italia i chirurghi sarebbero costretti a un superlavoro, perché di persone alle quali andrebbe sostituito il cervello ce ne sono tante.

Non è qui il caso di indagare chi sia bisognoso di essere sottoposto a tale intervento, anche perché nel caso facessimo dei nomi saremmo travolti dalle querele e c’è da giurarci che qualcuno tirerebbe in ballo pure il dottor Mengele pur di darci dei nazisti. Prendiamo dunque l’annuncio del dottor Canavero come un gioco, anche se l’idea di cambiare il modo di ragionare di certi personaggi più che un gioco è una speranza alla quale non riusciamo a rinunciare.

Lasciamo stare però da parte i temi fantascientifici e concentriamoci invece su cose serie, come ad esempio quelle che accadono a Palazzo Chigi. Come è noto da un paio di mesi nella sede del governo si è installato un giovane che di nome fa Enrico Letta. Il neo premier è considerato da tutti una bella testa che non ha bisogno di sostituzioni di cervello: basta il suo.  Da quando ha giurato come presidente del Consiglio, Letta non ha smesso un momento di ragionare e di cercare la soluzione ai problemi dell’Italia. Iva, Imu, occupazione:  i guai sono molti e per ora il capo del governo non ha scoperto come affrontarli, ma avendo individuato le questioni fondamentali del nostro Paese ha deciso di rinviarne la soluzione a data da destinarsi. Un po’ come i vecchi democristiani dai quali ha imparato i rudimenti della politica, anche Letta preferisce fare domani ciò che si potrebbe fare oggi. 

Una cosa però il nuovo premier ha deciso di affrontare senza ulteriori indugi e si tratta della criminalità. Le carceri traboccano di arrestati, ciò nonostante molti delinquenti sono a piede libero. Dunque bisogna darsi da fare per assicurarli alla giustizia nel più breve tempo possibile. E per raggiungere l’obiettivo il presidente del Consiglio ha deciso di nominare una commissione di super esperti da insediare a Palazzo Chigi. Sì, avete letto bene. Non bastano i magistrati e le forze dell’ordine per scovare e arrestare i banditi: serve anche una commissione. Della quale è stata chiamata a far parte tutta gente di spessore, ovvero professori, esperti di traffici finanziari e ovviamente anche dei pm di provata competenza nella lotta al crimine. Dunque nulla da dire sulla qualità dei nuovi commissari, ma forse viene da chiedersi che senso abbia il nuovo organismo, dato che abbiamo più pm e più forze di polizia di qualsiasi altro Paese europeo, pur non ottenendo gli stessi risultati delle altre nazioni europee. 

Sia chiaro che non ne facciamo una questione di costi, perché in tempi di spending review siamo certi che i neo nominati non si faranno neanche pagare il caffè, rifiutando anche il consueto gettone di presenza. No, il problema non è economico, ma di efficienza. Se c’è qualcosa che non manca in questo Paese sono le commissioni. Ce n’è una per ogni cosa e siamo certi che ne esista una anche per studiare le emozioni delle anguille nei periodi di fermo pesca. No, la questione è che a forza di istituire commissioni abbiamo la sensazione che ci si dimentichi di governare. Si delega alla commissione la decisione, con il risultato che questa finisce per essere studiata ma mai varata. Nel frattempo, mentre si valuta il problema della criminalità con i superesperti, il governo non ha ancora trovato il tempo di decidere cosa fare con il sovraffollamento dei penitenziari. Il ministro della Giustizia aveva suggerito di mandare a casa un po’ di gente, mettendola ai domiciliari, ma pare che non ci sia personale a sufficienza per controllare poi che i condannati rimangano reclusi in casa. Né ci sarebbero risorse sufficienti per comprare dei braccialetti elettronici che segnalino un’eventuale evasione al posto delle forze dell’ordine. Dunque per ora la questione è stata rinviata al prossimo Consiglio dei ministri, ma non è escluso che per approfondirla si decida di istituire una apposita commissione, anche se il Guardasigilli è fiducioso.

In attesa della sostituzione se non di qualche testa almeno di qualche ministro, restiamo in attesa degli eventi, limitandoci ad annotare che questo più che il governo di Enrico Letta sembra  l’esecutivo di Enrico Lenta. 

di Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • neottolemo

    19 Giugno 2013 - 19:07

    Essere cauto, sempre cauto, mettersi al riparo dai possibili e prevedibili attacchi che, doveva immaginare, non sarebbero mancati. Dall'accoglienza riservatagli da quella parte di società che viene definita "Poteri Forti" oltre a tutta l'intellighenzia, chiunque altro avrebbe compreso l'ostilità che l'attendeva, lui invece si sentiva al di sopra di tutto ed ha continuato a fare un po lo smargiasso come se niente fosse. Personalmente ho sempre temuto per lui e apprezzandolo per quello che era riuscito a fare nel 94 mi irritavo per i suoi comportamenti che sapevo avrebbero fortemente pregiudicato il suo futuro di politico. Occorre riconoscergli una bella tempra, nessuno avrebbe resistito agli attacchi concentrici che gli sono arrivati in questo ventennio, ma lui non avrebbe dovuto prestare il fianco, come una volta ha affermato col suo solito tono monocorde che lo contraddistingue il nostro Vittorio Feltri. Pazienza, potrà sempre fare il leader all'esterno del Palazzo.

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  • neottolemo

    19 Giugno 2013 - 19:07

    Bisognava essere degli sprovveduti per immaginare che dato il particolare momento politico i magistrati avrebbero riposto le armi. Questi signori invece sanno benissimo che ora Silvio si trova in una situazione di incertezza e anche di debolezza e quindi è proprio questo il momento di infliggergli i colpi definitivi. D'altra parte lui si è sempre comportato come uno sprovveduto ragazzino, a volte giocoso, spesso un po bulletto, comunque quasi sempre in maniera inadeguata al ruolo che lui stesso si è scelto quando è sceso in politica. Le mie critiche non vogliono essere accuse contro di lui, voglio semplicemente dire che da quando è sceso in politica si è comportato da vero sprovveduto, avrebbe dovuto capire che si stava calando nella fossa dei serpenti, ma da bulletto quale è ha sempre ritenuto di essere al riparo da ogni attacco. E invece avrebbe dovuto rendersi conto di avere tanti punti deboli ed agire di conseguenza.

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  • highlander5649

    19 Giugno 2013 - 17:05

    c'è un a rassegnazione preoccupante.ormai vanno in piazza sparuti drappelli come le femen a vantare chiisa quali diritti e dopo due ora di schiamazzi tutto torna sotto silenzio. ogni volta che c'è un comizio dz x o sinistra che sia bisogna informarsi e formare gruppi di disturbo continuo a costo di essere estromessi.. bisogna fa r capire con le buone o con le cattive che siamo stufi. invece come vedo da i post solo squallidi insuulti reciproci tra sostenitori di destra e sinistra ihmafu soleados contro unghianera futuro livero, bolinastretta. partecipare al gioco va bene ma ognuno di questi insulti è un tassello in più per i politici scomodi . ormai è difficile schiodarli.. anche il M5S che tanto aveva tuonato prrima e subito dopo le elezioni, adesso si stanno gettando liquame addosso. ogni italiano a questo punto è un partito a sè...

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