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L'editoriale

La Idem deve dimettersi

Dopo lo slalom tra le leggi fiscali per pagare meno Imu, la ministra deve lasciare

19 Giugno 2013

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Da quando è stata nominata ministro delle Pari opportunità e dello Sport, non è passato giorno che non abbia esternato. Sui programmi di educazione fisica nella scuola elementare, sugli insulti a Balotelli durante una partita, sugli spot sessisti che vengono mandati in onda dalle tv e perfino sulla cittadinanza, che vorrebbe automatica, ma non in base allo ius soli bensì per meriti sportivi. Insomma, dal 28 aprile Josefa Idem, olimpionica tedesca naturalizzata italiana dopo aver sposato l’allenatore romagnolo, non ci ha fatto mancare il suo parere. Eppure da ieri la canoista che ha appeso le pagaie al chiodo per diventare onorevole del Pd tace. L’unica dichiarazione che le agenzie di stampa le hanno attribuito dopo che è scoppiata la storia di una palestra fatta passare per prima casa, è una frase di una riga: «Su tutta la vicenda ho dato tutte le carte ai miei avvocati che spiegheranno tutto». Oltre tutto per dire niente. La storia è nota perché l’abbiamo raccontata ieri in prima pagina, decidendo di dedicarvi il titolo principale del giornale. La ministra Idem è proprietaria insieme con il marito di un paio di immobili a Santerno, dalle parti di Ravenna. In uno di questi edifici abitano il coniuge e i due figli. Nell’altro invece vi risiede la signora. O meglio:  vi risiedeva, perché da febbraio Josefa si è ricongiunta al resto della famiglia, trasferendo la residenza nell’abitazione di via Argine Destro Lamone. Ma dal 2008 e fino all’inizio di quest’anno la campionessa ha abitato da sola, in quella che in seguito ad un controllo è risultata essere una palestra. O quanto meno così ha dichiarato. Perché il sospetto è che moglie e marito abbiano sempre vissuto sotto lo stesso tetto e la residenza collocata fra tapis roulant e macchine per tenersi in forma  servisse soltanto a non pagare le tasse. Un caso di furbizia fiscale di una parlamentare e ministra del Pd che avrebbe usufruito di una legge dell’odiato Silvio Berlusconi? La cosa è molto probabile perché nel 2008, dopo la vittoria del centrodestra, l’Ici sulla prima casa era stata abolita e dunque dichiarare di abitare nella palestra invece che con il proprio coniuge e i figli poteva servire a risparmiare qualche centinaia di euro.

Del resto, che ci siano di mezzo dei soldi, cioè imposte non pagate, lo ha praticamente ammesso la stessa responsabile delle Pari opportunità, che un paio di settimane fa si è affrettata a versare ciò che non aveva versato in precedenza, approfittando del ravvedimento operoso. Peccato che il pagamento sia avvenuto dopo un controllo dei vigili del Comune e dopo che i giornali locali avevano iniziato a interessarsi alla strana faccenda della campionessa che viveva “separata” dalla famiglia. Insomma, il ministro si sarebbe ravveduto, correggendo la distrazione della residenza in case diverse, solo dopo essere stato beccato. Il marito ha cercato di spiegare il pasticcio sostenendo che l’anomalia sarebbe frutto di un trasloco: cambiando casa lui e i figli avrebbero notificato all’anagrafe il nuovo indirizzo ma non quello della moglie, di qui la necessità di correggere, anche se in ritardo. La ministra, al contrario del coniuge, finora ha preferito non parlare «per non essere male interpretata». Ovvio:  lei che parla di tutto, quando c’è qualcosa che la riguarda si mette in silenzio stampa, affidando i chiarimenti ai legali.

Certo, la presunta “evasione” di Josefa è poca cosa rispetto a quella di stilisti come Dolce e Gabbana, i quali ieri sono stati condannati in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione per avere sottratto al Fisco un miliardino tondo tondo. Nel caso della signora siamo di fronte a spiccioli, non a milioni. Ciò non toglie che avere un ministro delle Pari opportunità che ha approfittato dell’opportunità di far fessi gli uomini dell’Agenzia delle entrate, non è di buon esempio. Soprattutto se si fa parte di un governo che dell’evasione ha fatto un suo punto d’orgoglio. Non c’entra quanto si è evitato di versare, c’entra il principio. Anche perché, oltre alla furbizia di fingere di vivere in palestra, a quanto pare esiste un altro abuso: quello di aver accatastato locali ad uso sportivo come se fossero un tinello, senza autorizzazioni e senza il rispetto delle norme previste in materia.

In pratica, la più tedesca dei nostri ministri, pur essendo in Italia da non moltissimi anni e da pochissime settimane in politica, avrebbe già imparato le abitudini diffuse fra i nostri onorevoli: farsi furbi e soprattutto farsi gli affari propri.  

Come abbiamo detto non si tratta di grandi cifre. Ciononostante farsi dare lezione sulle pari opportunità e altro da una campionessa di slalom tra le norme fiscali non ci pare il caso. Meglio perciò che la signora si dimetta. Prima che la dimetta qualcun altro.  

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • pinco

    20 Giugno 2013 - 21:09

    .......possiamo permetterci di tenerci anche la Idem.

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  • LiberoDeclino

    20 Giugno 2013 - 21:09

    tanta attenzione x le minchiate della Idem e mai per le iper puttanate DISONOREVOLI al massimo di un nano di merda truccato in parrucca e tacchi, maschilisti razzisti di merda VENDUTI, manco fascisti siete siete il NULLA il bliob della merda voi e sto giornale di merda

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  • LiberoDeclino

    20 Giugno 2013 - 21:09

    tanta attenzione x le minchiate della Idem e mai per le iper puttanate DISONOREVOLI al massimo di un nano di merda truccato in parrucca e tacchi, maschilisti razzisti di merda VENDUTI, manco fascisti siete siete il NULLA il bliob della merda voi e sto giornale di merda

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