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L'editoriale

La toga Esposito lo dimostra: per il Cav non c'è giustizia

Le motivazioni della sentenza anticipate per intervista, gli atti dell’appello travisati, l’antipatia verso l’imputato. In Italia tutto questo è normale: basta chiamarsi Berlusconi

6 Agosto 2013

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Può un giudice anticipare ai giornali prima che ai legali della difesa le ragioni per cui ha condannato un imputato? Può un giudice motivare una sentenza sostenendo il contrario di quanto è scritto negli atti del processo d’appello da cui discende la sua stessa decisione? Può un giudice manifestare poca simpatia nei confronti della persona che è sottoposta al suo giudizio senza farsi scrupolo di astenersi? La risposta è sì a tutti e tre i quesiti. Nonostante in altri Paesi ciò costituisca immediata causa di ricusazione del magistrato o di revisione della sentenza, in Italia è tutto regolare, tutto assolutamente  nella norma. A patto però che ci sia di mezzo non un tipo qualsiasi, ma Silvio Berlusconi. 

Per il Cavaliere esiste infatti una giurisprudenza speciale, che fa caso a sé e ogni volta stupisce. Se per altri l’assenza della pistola fumante o di una prova regina è elemento decisivo, nel processo contro l’ex presidente del Consiglio è un fatto marginale, praticamente trascurabile. Dunque se il consulente dell’accusa ammette a denti stretti che non esiste alcuna evidenza chiara e inequivocabile di un passaggio di denaro tra gli imputati, questo non basta a evitare che l’ingranaggio giri implacabile fino alla soluzione finale, ovvero alla pena definitiva. E se negli atti del processo non risulta alcun teste che confermi di aver parlato con Berlusconi di diritti tv, si può dire il contrario, sostenendo che l’imputato sapeva e dunque è colpevole. 

Da non credere? Sentite qua. Ieri Antonio Esposito, presidente della Corte che ha condannano il Cavaliere a quattro anni di carcere, ha rilasciato un’intervista al Mattino di Napoli in cui sostiene che la colpevolezza dell’ex premier non è basata sul presupposto che l’imputato «non potesse non sapere» della frode fiscale, ma dalla prova che sapeva. Dice l’illustre magistrato che ci sono fior di testimoni che lo hanno riferito. Eppure negli atti del processo d’appello non se ne trova traccia e anzi sta scritto che «è del tutto superflua la prova negativa per testi sul fatto, la prova che Berlusconi avesse dato istruzioni affinché così si calcolassero gli ammortamenti. Perché era pacifico che nessun teste aveva affermato che tale intervento vi fosse stato». Parole loro, scritte nero su bianco nella sentenza che ha condannato in secondo grado Berlusconi a quattro anni di carcere. Eppure il giudice chiamato a confermare il giudizio d’appello nell’intervista al Mattino dice il contrario. Non che il Cavaliere non potesse non sapere, ritenendolo colpevole sulla base di un presupposto, ma proprio che sapeva, perché i testimoni glielo avrebbero detto. Forse il presidente della Cassazione parlava di un altro processo? Oppure non ha letto le carte che gli sono servite per condannare Berlusconi? Mistero.

Ma la giurisprudenza che riguarda il Cavaliere ieri ha registrato un altro importante passo avanti. Di solito, quando si fa una sentenza, poi si depositano entro qualche settimana le motivazioni, argomentando nel dettaglio perché si è giunti a una certa conclusione. Il presidente Esposito invece è protagonista di una innovazione giuridica: le motivazioni via intervista. A soli pochi giorni dal pronunciamento, il magistrato ha affidato le sue riflessioni a un cronista del principale quotidiano partenopeo. Non si tratta di un’intervista rubata o di due battute strappate all’improvviso in un corridoio del tribunale, ma di una lunga conversazione, nella quale il giudice trova modo di manifestare il proprio rincrescimento per  non aver potuto fare entrare le telecamere nel Palazzaccio. Fosse stato per lui avrebbe aperto le porte dell’aula giudiziaria alle tv, così da trasformare il processo in un avvenimento di rilevanza sociale. Purtroppo, a causa della bagarre di cineoperatori, il fine giurista ha dovuto far marcia indietro, rinunciando all’idea della diretta tv in mondovisione. Peccato, sarebbe stata una buona occasione per un reality sulla giustizia.

 Ciò di cui però non è dispiaciuto affatto il presidente Esposito è - appunto - la conclusione cui è giunto il collegio giudicante da lui presieduto. Perché Berlusconi è stato condannato non in base ad una argomentazione logica – «che non può mai diventare principio alla base di una sentenza» (parole sue)- ma «perché veniva portato a conoscenza di  quel che succedeva». Nella mattinata di ieri, quando sono cominciate a grandinare le critiche alla sua intervista, l’illustre magistrato ha provato a negare di aver detto quanto attribuitogli dal cronista, ma la direzione del Mattino ha confermato tutto, annunciando di avere la registrazione del colloquio.

C’è altro? Ah, sì. Secondo Stefano Lorenzetto, il giudice Esposito in passato si era già reso protagonista di improvvide dichiarazioni anti berlusconiane, ma nessuno fino a ieri gliene aveva mai chiesto conto. È la giustizia italiana, bellezza. Anzi, la giustizia ai tempi del Cavaliere.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • danianto1951

    07 Agosto 2013 - 13:01

    nel difendere l'onore delle donne della tua famiglia non saresti circondato soltanto da puttane!

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  • Frenki

    07 Agosto 2013 - 11:11

    Vogliono far passare per innocente e martire uno che ne ha combinate di tutti i colori. Già prima di scendere in politica aveva costruito le scatole cinesi ( se ricordo bene una trentina )per eludere ed evadere il fisco; con l'aiuto di Craxi ha usurpato le frequenze TV ( anche questo un reato ) con l'aiuto insperato e incredibile della sinistra. Naturalmente non solo LUI ha commesso reati contro la pubblica amministrazione, anche la sinistra ha gozzovigliato con il denaro pubblico a danno di noi cittadini, ma questo non toglie nulla al merito della condanna elargita a questo malfattore. Io sono per un centrodestra pulito e moderno, non ne posso più di questo 20 ennio Berlusconiano, sono nauseato. Preciso che ho votato Berlusconi all'inizio della sua discesa in campo perchè desideravo che finalmente si facesse pulizia nell'amministrazione pubblica, licenziando i fannulloni, assenteisti e burocrati corrotti e incapaci, contrastando ferocemente il sindacato pubblico complice del dissesto.

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  • lorella63

    07 Agosto 2013 - 11:11

    grazie di esistere...tale cervello sprecato...cosa ci fai qui tra noi POVERI TAPINI..POVERI IGNORANTI?? come può cotanta intellighenzia, cotanta capacità mentale...come può abbassarsi a scrivere su "libero"??? Illuminaci...guidaci sulla via della redenzione intellettiva ed intellettuale che solo voi rossi rossi di sinistra avete!!! UUUUh che rabbia, che livore, che invidia non possedere cotanto cervello!!! Ma sarai ben fortunato caro amico...sei nato così idiota o ci sei diventato crescendo? Nonostante tutto...un abbraccio..mi fai (fate) tenerezza...porelli...tante braccia rubate all'agricoltura! Buone vacanze grooooool

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