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L'editoriale

Manette e tasse, così decade Letta

Le voci di mandato d'arresto pronti per un Berlusconi senza seggio e la presa in giro del governo sul fisco fanno precipitare la situazione: Silvio reagisce per non finire cornuto e mazziato

26 Settembre 2013

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Deputati e senatori del Popolo della Libertà sono pronti a dimettersi in blocco se Silvio Berlusconi verrà dichiarato decaduto dal Senato. Così almeno hanno assicurato ieri sera. Non sappiamo se si tratti di una minaccia annunciata a scopo deterrente in vista del voto che deciderà le sorti parlamentari del Cavaliere. Oppure se sia  una intenzione definitiva per porre fine a una legislatura che ha già  un esito scontato a causa dell’indecisione di Enrico Letta. Sta di fatto che gli onorevoli Pdl hanno giurato fedeltà al capo, promettendo che in caso di espulsione del proprio leader da Palazzo Madama rinunceranno alla poltrona, disertando i lavori delle Camere. 

A tutta prima sembrerebbe la vittoria dei falchi sulle colombe, cioè dei consiglieri di Silvio Berlusconi che spingevano per  buttare all’aria tutto ed andare ad elezioni anticipate. I mediatori che invece suggerivano prudenza perché dalle ceneri del governo Letta potrebbe nascere un altro governo Letta, ma stavolta peggiore del primo e più spostato a sinistra, sarebbero quindi sconfitti. Ma la politica insegna che ciò che oggi sembra nero domani potrebbe essere bianco e viceversa. Insomma, nonostante l’alzata di scudi induca a credere che il Cavaliere si prepari alla battaglia, non è ancora detto che la guerra ci sarà. Il mulinar di spade potrebbe infatti segnalare solo l’ultimo tentativo di evitare la battaglia e costringere l’avversario o l’arbitro a una trattativa.

Nell’incertezza di cosa ci attenda nei prossimi giorni, una cosa però appare sicura ed è che almeno due fatti hanno spinto Berlusconi a questa mossa. Il primo lo riguarda da vicino e non è costituito dal voto in sé sulla decadenza, ma dal tintinnar di manette che giunge da alcune procure e che ieri mattina è stato amplificato dal Corriere della Sera. In un articolo del quotidiano di via Solferino si adombrava la possibilità che, una volta privato dello scudo parlamentare, Berlusconi possa cadere preda di qualche pm. È questa la sua paura: che un magistrato desideroso di finire sui libri di storia ordini il suo arresto. Alle toghe da prima pagina siamo abituati da vent’anni e di assicurarsi che non sgomitino per salire agli onori della ribalta non c’è mezzo.  Il boccone del resto è ghiotto: il primo che se ne appropria è sicuro che il suo nome farà il giro del mondo.  Insomma, leggere le notizie del principale giornale italiano non deve aver rinfrancato il Cavaliere, ma semmai deve averlo incupito ancora di più.

Secondo fatto, sempre dovuto alle cattive letture. Sulla stampa nazionale ieri erano riportate alcune ipotesi riguardo alle misure prossime economiche. Da un lato si parlava della possibilità di rinviare l’aumento dell’Iva ricorrendo al rincaro delle accise sulla benzina. Dall’altro del possibile anticipo del pagamento della tassa comunale di servizio per far fronte alla cancellazione della seconda rata dell’Imu sulla prima casa. Non è tutto: tra le righe si leggeva anche della necessità di una manovrina per riaggiustare i conti. In pratica le ipotesi descritte dai giornali lasciavano intendere che tutte le promesse di riduzione delle imposte, da quella sulle abitazioni occupate dai proprietari a quelle sugli acquisti erano in realtà delle solenni prese per i fondelli. Anzi: un gioco delle tre tavolette.  Quello che la mano destra del Fisco riconsegnava al contribuente, veniva sottratto dalla mano sinistra. Un’operazione a saldo zero per gli italiani. Anzi: probabilmente a saldo negativo, perché la partita di giro della restituzione dell’Imu rischia alla fine di svuotare ancor più i portafogli delle famiglie. Se stanno così le cose,  si deve essere detto Silvio Berlusconi, Letta e quelli del Pd ci stanno prendendo in giro. Non solo non decidono alcuna riforma, né taglio alla spesa. Ma addirittura ci fanno fessi raccontandoci che bloccano Iva e Imu. Che ci stiamo a fare nel governo?, si deve essere chiesto il capo del centrodestra: ad aspettare che i nostri elettori ci mandino a quel paese?.

Berlusconi insomma si deve essere sentito cornuto e mazziato.  Pronto per essere immolato sull’altare dei manettari e in rampa di lancio per essere sparato contro i propri elettori. Che altro poteva fare se non reagire? Se non scatenare i falchi e minacciare di scagliarli contro il governo? Servirà agitare lo spettro di un Aventino, cioè di un Parlamento dimezzato e di nuove elezioni? Non lo sappiamo ma speriamo. Andasse a vuoto il colpo, nel migliore dei casi ci toccherebbe tornare alle urne a Natale, rimanendo appesi al governo  Letta come le foglie sugli alberi d’autunno. Nel peggiore potremmo trovarci Vito Crimi ministro della Giustizia e Roberta Lombardi alla distruzione. Allegria. 

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Commenti all'articolo

  • neottolemo

    26 Settembre 2013 - 22:10

    Se la mia ipotesi che non è affatto campata in aria si concretizzasse e lo temo fortemente, le dimissioni in toto dei parlamentari PDL verrebbero semplicemente configurate come un ritiro di protesta sull'Aventino e non per questo verrebbe meno la legalità delle altre parti che potrebbero trovarsi d'accordo e governare. E qui comincerebbe la dolorosa istoria del Comandante Silvio che rischierebbe non tanto per la sua persona quanto per la sorte delle sue aziende. Forse lui stesso non si rende completamente conto che la lotta ingaggiata dalla Magistratura è da loro stessi considerata disperata e quindi useranno tutte le loro possibilità vere o inventate per distruggerlo completamente.Caro Direttore sto ipotizzando il peggio proprio perché conoscendo alla perfezione il finale che sarà una fortissima reazione in nome della libertà devo per forza immaginare situazioni abnormi capaci appunto di scatenare la reazione.

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  • Napolionesta

    26 Settembre 2013 - 20:08

    l`Italia verra`veramente governata dalla sinistra allora fara`la fine della Corea del Nord, anzi peggio,perche`in Europa non c`e`nessun Paese che abbia un governo comunista, ma purtroppo siamo un popolo che vuole solamente vivere a sbafo corrompersi uno con l`altro, e fare i furbi cercando di essere alla faccia del Mondo un paese onesto e di alta cultura, cio`che purtroppo non e`vero, non cambiando mentalita`siamo costretti a finire in un letamaio. Saluti, un Italiano in Germania.

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  • ramadan

    26 Settembre 2013 - 16:04

    se lo fosse si renderebbe conto, e con lui i suoi amici,che non si può mandare in scatafascio una nazione per i propri problemi.è evidente che a lui non importa nulla dei propri elettori,operai,impiegati, gente semplice e ingenua che ha ritenuto nel '94 che lui aveva a cuore i problemi dell'italia.poveri fessi a lui importava solo risolvere i suoi guai:i suoi processi,.i debiti delle sue aziende,poveri italiani in che mani siamo finiti.

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