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L'editoriale

Perché Renzi è pericoloso

Altro che riformista liberale, Matteo è un degno figlio del Pci. Che con la scusa delle pensioni d'oro vuol punire chi ha versato fior di contributi (favorendo gli evasori), e che toglierebbe l'assegno alle vedove

8 Novembre 2013

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Un anno fa, quando il centrodestra si interrogò sul proprio futuro senza Berlusconi, lanciammo provocatoriamente l’idea di arruolare Matteo Renzi. Qualche lettore ricorderà: erano mesi in cui il sindaco di Firenze sfidava Pier Luigi Bersani e voleva obbligare alle primarie un Pd maldisposto, per decidere chi nel centrosinistra dovesse fare il presidente del Consiglio. All’epoca non c’era la corsa a salire sul carro del rottamatore come sta accadendo in queste settimane, ma al contrario la nomenklatura del partito aveva una voglia matta di rottamare il ragazzetto impertinente che si permetteva di criticare gente del calibro di D’Alema e Veltroni. I toni e gli argomenti usati da Renzi erano così fuori dagli schemi che, invece di piacere a quelli di sinistra, piacevano a quelli di destra, i quali se avessero potuto partecipare alle primarie del Pd avrebbero votato in massa il sindaco toscano. Qualche sondaggista stimò addirittura che almeno un quarto dell’elettorato berlusconiano in caso di elezioni sarebbe stato tentato di dare il proprio consenso al giovanotto. 

Acqua passata, che oggi sembra quasi di un secolo fa. Delle proposte e degli atteggiamenti di Renzi che tanto piacevano nel centrodestra, adesso non c’è quasi più niente. Altro che rottamazione della vecchia classe dirigente: per  vincere le primarie ora il sindaco di Firenze sta imbarcando tutte le cariatidi della sinistra. Da Fassino a Bassolino, da Castagnetti a Franceschini, da Veltroni a Enzo Bianco. L’ultimo a iscriversi fra i renziani è stato Giusi La Ganga, un passato socialista e una fedina penale da tangentista. Tuttavia, a inquietare non è solo la gente che negli ultimi tempi ha preso a frequentare Renzi, ma preoccupano le idee che l’aspirante sindaco d’Italia va ripetendo nelle sue apparizioni pubbliche. Se prima nel mirino finiva la Casta, ma anche certi riflessi pavloviani della sinistra sul mercato del lavoro e sull’ambiente, adesso il giovane Matteo pare aver sposato tutte le tesi care ai compagni. E, con la foga che gli è riconosciuta, sembra addirittura voler andare oltre. Il programma che propugna nei talk show, l’ultimo dei quali quello di Michele Santoro, ricorda più la piattaforma del vecchio Pci che il piano di quella sinistra riformista e liberal a cui diceva di ispirarsi.

Prendete ad esempio il tema delle pensioni. Da tempo il giovanotto ne ha fatto un cavallo di battaglia, convinto che spremendo quelle si possano sistemare i conti dell’Italia. Dove si trovano i soldi per il cuneo fiscale? Ovvio, togliendoli ai pensionati d’oro. Non importa che le pensioni d’oro siano solo in tutto 540 e che costino complessivamente 178 milioni: per Renzi dai pensionati che vivono nel lusso si possono ricavare tre o quattro miliardi. 

Il professor Tito Boeri - che certo non è un liberista ma un progressista che potrebbe stare nel presepe del  sindaco fiorentino - ha spiegato che anche tassando chi non è un pensionato d’oro ma solo un pensionato che non fa la fame si recupererebbero fra i 700 e i 900 milioni. Nonostante ciò Renzi insiste.  E giovedì, a un pensionato che gode di una buona pensione ma interamente versata, cioè non costruita grazie ai trucchi del sistema retributivo bensì versando più soldi di quanti oggi ne percepisca, ha detto senza andare troppo per il sottile che lui intende togliere ai ricchi per dare ai poveri. 

Il novello Robin Hood dimentica però che questo è proprio il programma delle società comuniste: a chi ha di più bisogna togliere per ridistribuire la ricchezza. E non conta che molti dei pensionati al minimo non abbiano versato i contributi e dunque costringano lo Stato - vale a dire noi - a liquidare loro una pensione che non hanno pagato. Deve essere chi in quarant’anni di lavoro ha maturato un assegno superiore alla media a privarsi di 500 euro per darli a chi la pensione non l’ha maturata perché non ha lavorato, ha evaso i contributi o ha contribuito al minimo. Insomma: togliere agli onesti per dare ai furbi.

Renzi vuole importare un po’ di socialismo reale dalla Toscana, estendendolo al resto del Paese? No, vuol fare di peggio. Siccome ha una nonna che è rimasta vedova in giovane età e a novant’anni continua a percepire una congrua pensione di reversibilità, l’affettuoso nipotino ha in programma di ridurre la pensione alle vedove. Visto che non hanno lavorato ma godono «solo» del lavoro del marito e in base alla statistica campano più degli uomini, il sindaco che si candida a portare l’Italia verso il Sol dell’Avvenir intende ridurre il vitalizio alle signore senza marito, offrendo in cambio asili nido. Cosa di cui un Paese con la natalità in calo e gli anziani in aumento sente molto il bisogno e di cui beneficeranno gli extracomunitari, i quali fanno più figli degli italiani. Questo non è il nuovo che avanza, come vorrebbe far credere Matteo: è il vecchio che ci è avanzato.

L’altra sera, da Santoro, il giovane Matteo si è rifatto allo slogan elettorale del neo sindaco di New York Bill De Blasio: «Nessuno deve restare indietro», lasciando capire di volersi ispirare a quel programma. In realtà, con lui al governo, tutti tornerebbero indietro. Ve lo dico ora: la nuova promessa del Pd è pericolosa. Oltre alle parole e alle sue battute non è vero che non c’è niente:  ci sono i soliti compagni. Perché Renzi in fondo è solo un Veltroni 2.0. 

di Maurizio Belpietro
[email protected]
Twitter @BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • Jack46

    10 Novembre 2013 - 02:02

    Per quanto io mi trovi raramente d'accordo con Belpietro, non ho potuto che essere d'accordo con lui quando a Servizo Pubblico ha detto in faccia a Renzi di parlare senza dire niente. Renzi è un demagogo, simile a Grillo, dotati entrambi di grande parlantina e...purtroppo, basta. Se Renzi pensa di sistemare l'Italia tagliando le "pensioni d'oro" (attualmente cavallo di battaglia di molti pseudo politici), non dice però quanto andrà a recuperare realmente e che danni farà abbattendo ancora una volta i consumi. In un paese dove un chilometro di autostrada o di ferrovia costa 4 o 5 volte quello che costa in altri paesi (e tutti sappiamo perchè), è vergognoso aizzare le folle andando a colpire chi il suo reddito di pensione se lo è creato con versamenti di danaro sonante e non con "contributi figurativi". Reggerà l'Italia a queste figure di arruffapopolo? Spero di sì, ma temo di no.

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  • ferdy12

    09 Novembre 2013 - 22:10

    seguito allora si intervenga se si ha coraggio, su aliquote Irpef e non sui pensionati, si entri nel merito delle liquidazioni delle pensioni, perchè caro sig Eliolom anche una pensione bassa potrebbe essere considerata privilegiata per metodo di calcolo e di assegnazione molte con integrazioni al minimo etc etc mi creda conosco persone con 800 euro al mese proprietari di case al mare, indovini come le hanno comprate? e godono di questa situazione e si vedono anche attribuita la perequazione. Si è iniziato con un discorso su pensioni da 20000 a 90000 al MESE ed adesso si arriva su invito della grande Germania a tagliare tutto linearmente. In Italia i veri contributi pagati (impresa-lavoratore) sono di gran lunga più elevati di quelli versati nella Grande Germania, dove ci additano come i pensionati d'oro d'Europa. Questa è una guerra fra lavoratori e pensionati veri, non contro i privilegi. I politici sanno bene che INPS non è in grado di calcolare il monte contributivo ante-anni70

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  • ferdy12

    09 Novembre 2013 - 22:10

    vede sig o sig.ra eliolom su quello che lei dice nulla da eccepire, ma la sig.na Meloni stà generalizzando sulle pensioni medio-alte di quadri e managers settore privato, con contributi veri, non entra in merito alla qualità delle pensioni ma solo alla quantità, partendo da un importo generalizzato per tutti di 10 volte il minimo, Ma perchè? se queste pensioni sono già state liquidate in modo più svantaggioso delle minime o basse, vada a rivedersi metodo di calcolo pensioni dagli anni 90 e vedrà che le medio-basse sono state liquidate vicino al 90pct ultimi redditi, mentre le medio-alte anche vicino al 50pct. Parlo di vere pensioni con contributi di circa 40 anni. E poi si èchiesto chi sono i percettori di pensioni basse (la maggioranza assistenziali, altre liquidate ad evasori contributivi con seconde case, parlo di commercianti artigiani liberi professionisti e partite Iva) poi credo che un aiuto alle minime assistenziali-invalidità dovrebbero essere oggetto della fiscalità generale.

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