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L'editoriale

Un imbroglio a reti unificate

Il capo dello Stato attacca la Casta e la stretta fiscale, ma non ha limato i costi del Quirinale e ha imposto Monti e Letta con i loro carichi di gabelle. Stessa ipocrisia di Renzi che spara sul «Mille marchette» ma poi lo fa votare

1 Gennaio 2014

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La sera dell’ultimo dell’anno gli italiani che si sono seduti davanti alla tv per sentire il discorso del presidente della Repubblica avranno probabilmente avuto la sensazione di trovarsi di fronte a un marziano. A reti unificate il capo dello Stato prima si è messo a leggere alcune lettere di persone duramente colpite dalla crisi, poi ha criticato la politica delle troppe tasse e dei mancati tagli agli sprechi, a cominciare da quelli degli onorevoli. Un appello anti Casta pienamente condivisibile, se non fosse che le parole provenivano da un esponente della Casta, anzi dal suo massimo esponente. 

Non soltanto Giorgio Napolitano è entrato in Parlamento oltre sessant’anni fa, ma in otto anni da capo dello Stato ha fatto poco o nulla per ridurre i costi del Quirinale, con il risultato che ad oggi il Colle costa allo stato il triplo di quanto pagano i francesi per mantenere l’Eliseo. Nonostante abbia 88 anni e dunque sia in pensione da un pezzo, il Presidente incassa un fior di stipendio.

Basterebbe questo a ritenere per lo meno inappropriato, se non ipocrita, il discorso  di Napolitano, tuttavia a noi le parole dell’uomo del Colle sono suonate false anche e soprattutto per un altro motivo. Se oggi ci troviamo in questa situazione, cioè con la più alta pressione fiscale e con un tasso di disoccupazione a due cifre, gran parte della responsabilità grava proprio sul presidente della Repubblica. È infatti a lui che si devono imputare le colpe dei disastri compiuti dal governo Monti e dal governo Letta. L’ex rettore della Bocconi e l’ex vicesegretario del Pd sono divenuti presidenti del Consiglio delle larghe intese solo per voler suo, perché il capo dello Stato si è impuntato, impedendo agli italiani di tornare alle urne. È Napolitano che ha dato copertura istituzionale a un governo di professori e banchieri che nessuno aveva votato. È lui che ha condotto per mano Monti, la Fornero, Passera e tutti gli altri esponenti dell’esecutivo tecnico assicurando agli italiani che docenti e finanzieri ci avrebbero fatto uscire dalla crisi. E sempre Napolitano ha tenuto a battesimo il governo Letta, facendo intravedere una pacificazione del Paese che poi non ha avuto il coraggio di portare a compimento, lasciandoci in mezzo al guado, tra riforme incompiute e misure per la crescita che non fanno crescere.

Il Presidente oggi non può dunque cavarsela presentandosi di fronte alle telecamere come se fosse un semplice spettatore, un testimone senza potere che denuncia ciò che non va come fosse un anziano saggio appena giunto da un altro mondo. Non gli piace che mentre gli italiani sono costretti a fare sacrifici, i politici si comportino come nulla fosse? E allora cominci a dare il buon esempio, non soltanto dando un taglio vero a emolumenti e spese del Quirinale, ma rifiutandosi di firmare le leggi vergogna che governo e Parlamento gli mettono sulla scrivania. Nel passato Napolitano si è rifiutato di firmare dei decreti ritenendo che non vi fossero le caratteristiche d’urgenza richieste, ma quando c’è da distribuire mance alle amministrazioni comunali e regalare soldi degli italiani come se si trattasse di una lotteria, la firma non si è mai fatta attendere. Vuole che la politica dia delle risposte ai bisogni concreti degli italiani? Inizi lui a darne evitando di avallare leggi che continuano a sperperare il denaro dei contribuenti. 

Napolitano tuttavia non è il solo rappresentante della Casta che gioca a fare l’alfiere contro la Casta. Approfittando di un loro recente debutto in politica, anche altri si divertono a fare i rottamatori esprimendo critiche contro le decisioni del governo. Spesso si tratta di giudizi condivisibili, come quelli sul cosiddetto decreto Mille proroghe da Libero ribattezzato Mille marchette, ma mentre noi siamo autorizzati a dir male di ciò che non condividiamo, i parlamentari del Pd appaiono solo furbi che dopo aver lanciato il sasso nascondono la mano. Le misure del governo infatti non sono approvate dallo Spirito Santo, ma perché qualcuno le vota e tra questi ci sono proprio gli onorevoli del Partito Democratico, che dell’esecutivo delle larghe intese sono gli azionisti di maggioranza. Ciò che fino a ieri Renzi e i suoi usavano per farsi largo sulla scena politica, rivendicando un’estraneità alla gestione di governo, oggi non è più possibile.  Il sindaco di Firenze è segretario e i suoi uomini siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama. Sono contrari agli affitti d’oro, non vogliono più finanziare feste e consulenze inutili? Bene, anzi benissimo: votino contro. Troppo facile stare in Parlamento, alzare la mano per dire sì, e poi criticare sui giornali ciò che si è appena approvato. Renzi è diventato capo del partito che ha il maggior numero di parlamentari e ora può fare quello che vuole. Se non lo fa, se non lo fanno i suoi deputati e senatori, a questo punto è solo colpa sua, sua e dei suoi uomini. Come Napolitano, anche il sindaco di Firenze deve mettere da parte l’ipocrisia e il doppio binario: al governo quando c’è da nominare qualche amico, all’opposizione se c’è da criticare un provvedimento impopolare. Se oggi gli italiani saranno costretti a pagare di più i pedaggi autostradali e le tariffe di luce e gas il merito è loro. Renzi e i suoi hanno dato via libera ai rincari. Napolitano ha controfirmato. Funzioni e bugie non sono più ammesse. Perché gli italiani tirano sì la cinghia, ma questo non vuol dire che siano scemi.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • spadino65

    02 Gennaio 2014 - 17:05

    gli Italiani hanno fatto il contrario di quello che volevate...la vostra immagine è pessima

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  • veneziana49

    02 Gennaio 2014 - 16:04

    Più che coraggio c'è voluta una certa faccia tosta presentarsi agli italiani che "cadono" ogni giorno come al fronte come fossero mosche e fare loro un discorso! Io non l'ho ascoltato quell'imbroglione insolente mentre ho ascoltato Grillo il quale mi ha convinto e alle elezioni lo voterò perchè è stato l'unico che non ha incassato i cosiddetti "rimborsi" elettorali e li ha depositati in un fondo bancario a garanzia di prestiti concessi a cittadini bisognosi! Bravo Grillo così si fa!

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  • fearofthedark

    fearofthedark

    02 Gennaio 2014 - 16:04

    ma chi lo ha voluto napisan? non è che si possa cambiare pres a ogni starnuto di dudù non trova?

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