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L'editoriale

Altro che tagli, la Casta si allarga

Le aziende licenziano, i disoccupati aumentano, ma per il Palazzo tutto è come prima. Anzi meglio: perché se non ci sono uffici che abbiano bisogno di personale, li si inventano...

2 Gennaio 2014

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Di come Enrico Letta abbia fatto piaceri ai compagnucci suoi facendo approvare gli ultimi giorni del 2013 una serie di finanziamenti a pioggia abbiamo già scritto. Il sindaco di Roma e altri esponenti del Pd festeggiano: grazie al premier per almeno un anno avranno di che scialare. Tuttavia, mentre tra le pieghe della legge di Stabilità e il decreto Milleproroghe balzavano all’occhio gli stanziamenti più macroscopici, a cominciare da quello per la Nuvola progettata dall’archistar de sinistra Massimiliano Fuksas, altre e non meno gravi erogazioni sono passate sotto silenzio.  In particolare quella che riguarda le assunzioni di nuovi funzionari pubblici. Già, mentre da un lato il governo ribadisce il blocco del turn over per il personale di ministeri e amministrazioni dello Stato e insiste sulla necessità di tagliare la spesa per il funzionamento degli uffici di governo nazionale e locale, dall’altro apre le porte a migliaia di nuovi dipendenti. 

Basta infatti leggere con attenzione fra le pieghe della legge di Stabilità per rendersene conto. Le assunzioni sono spalmate nell’arco di tre anni, dal 2014 in poi. Si comincia da quelle dei magistrati ordinari vincitori di concorso, per i quali sono stati messi  a bilancio 18,6 milioni quest’anno, più altri 56,5 nei prossimi due. Un po’ meno costa assumere nuovi procuratori da impiegare nei ranghi dell’avvocatura dello Stato, per questo sono stati stanziati 800 mila euro nei prossimi dodici mesi, che diventeranno 2,4  milioni nel triennio. Ma lo sforzo sul fronte della Giustizia non è concluso, perché tra le erogazioni previste c’è anche l’incentivazione del personale amministrativo  appartenente agli uffici giudiziari che abbiano raggiunto gli obbiettivi di performance (quali non si sa, ma immaginiamo che riguardino la lentezza dei tribunali): risultato, 15 milioni in due anni.

Poi, siccome da sempre l’Italia si dimentica di utilizzare i fondi che l’Unione europea annualmente le assegna, il governo ha pensato bene di assumere 120 persone affinché controllino che non un euro vada perduto. Perché non si siano potuti impiegare allo scopo i dipendenti  degli enti inutili da sopprimere o parte del personale delle Province o di Camera, Senato e Quirinale, è un mistero. Così come oscure rimangono le ragioni per cui nella legge di Stabilità sia stata inserita una norma per formare un contingente di 500 giovani da impiegare in azioni di pace non governative in aree a rischio di conflitto o in caso di emergenze ambientali (9 milioni di spesa da qui al 2016): non bastano le migliaia di soldati che abbiamo mandato in Afghanistan, Libano e nel Kosovo? Dobbiamo spendere altri soldi per fare un piacere ad organizzazioni tipo Emergency?  E i due milioni messi a bilancio per assumere 12 dipendenti  da assegnare al Garante della privacy? Ce n’era proprio bisogno? Non si potevano distaccare da uffici in cui c’è sovrabbondanza di personale? 

Certo, nella legge di stabilità è prevista anche l’assunzione di personale  operaio da parte del Corpo forestale dello Stato (1,5 milioni di euro all’anno, a partire da quello in corso), di vigili del fuoco (1,5 milioni nel 2014, 12 milioni messi a bilancio per il biennio successivo) e personale addetto al comparto sicurezza, cioè poliziotti, carabinieri, etc. etc (50 milioni quest’anno, altri 120 nel  2015 e 120 pure nel 2016), ma a fronte di assunzioni per tutelare il controllo dei boschi, spegnere gli incendi e acciuffare i delinquenti, ci sono anche i consueti finanziamenti per i lavoratori socialmente utili, cioè per quell’esercito di disoccupati per cui da anni si è inventato un lavoro che non è un lavoro. Si tratta di una specie di sussidio escogitato anni fa in Sicilia da Leoluca Orlando e che allo Stato è già costato miliardi e a quando pare, alla faccia della spending review, continuerà a costare. Grazie allo stanziamento, alla Calabria andranno 25 milioni, a Napoli e Palermo 100 milioni, ai comuni con meno di 50 mila abitanti solo 1 milione.Dimenticavamo:  porte aperte anche a nuovi funzionari da destinare agli organismi militari della Comunità atlantica, costo 3 milioni di euro.

Insomma, mentre le aziende licenziano e la fila dei disoccupati si allunga, lo Stato e le amministrazioni pubbliche assumono. Altro che crisi, per ministeri e Palazzo è tutto come prima, anzi più di prima perché se non ci sono uffici che abbisognano di nuovo personale li si inventano, come ha spiegato qualche giorno fa il nostro Franco Bechis a proposito dei funzionari che Camera e Senato intendono ingaggiare. Gli italiani tirano la cinghia, i politici provvedono ad allargarla: la loro, naturalmente.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    03 Gennaio 2014 - 16:04

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