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L'editoriale

Renzi ci prende in giro

Il premier non ha i soldi per realizzare quel che dice. Ci proverà, poi darà le colpe agli altri e andremo al voto

26 Febbraio 2014

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Da quando Matteo Renzi ha presentato il suo governo e annunciato il suo programma sono in molti a chiedersi quale sia il suo obiettivo. Che certo non è governare. Visti i nomi dei ministri e constatato che sono al di sotto delle attese, ascoltate le sue promesse e verificato che sono al di sopra delle cose possibili, osservatori, imprenditori e banchieri hanno concluso che così non dura.

Il ragionamento più o meno è il seguente: Renzi è giovane ma non è fesso, dunque non può credere di poter realizzare una riforma al mese, per lo meno non con i collaboratori che si è scelto e non senza soldi.

Qualche giornale ha scritto che, come Berlusconi, il sindaco di Firenze ha grande fiducia in se stesso. Vero. Come il Cavaliere, il Giamburrasca toscano soffre probabilmente di un complesso di superiorità che lo porta a puntare le carte su se stesso e non su chi lo circonda. Per lui i ministri sono un corollario, chi conta è colui che fa il premier, non gli altri. E però tanta fiducia riposta nella sola persona del presidente del consiglio, se da un lato soddisfa il leader non sempre soddisfa i requisiti minimi richiesti a un governo. A Palazzo Chigi non va in scena un One man show, ma qualche cosa di più collegiale. Dunque, per quanto sopravvaluti le proprie capacità e sottostimi quelle dei colleghi, è difficile che Matteo Renzi non si renda conto che non può bastare da solo. Guidare un Paese è qualcosa di più complesso che condurre una città, per quanto piena di fascino e di arte come Firenze.

Il ragionamento si può estendere anche al programma. Lunedì il rottamatore si è presentato a Palazzo Madama con l’aria da bullo, quasi come se intendesse sfidare i senatori anziché chiederne il voto. Non solo. Quando si è trattato di anticipare che cosa farà, l’ex sindaco non ha scelto di volare basso ma alto. Anzi: altissimo, annunciando opere per mettere in sicurezza l’edilizia scolastica, fondi per garantire il credito alle piccole e medie imprese, denari per saldare i debiti della pubblica amministrazione, altri soldi per ridurre il cuneo fiscale di una percentuale a due cifre, più una serie di costose bagattelle. Come abbiamo riferito, c’è chi ha calcolato una spesa non inferiore ai 100 miliardi di euro, più o meno l’equivalente del 5 per cento del debito pubblico. Le stesse promesse ha ripetuto ieri alla Camera. Difficile che, per quanto spericolato, Renzi non si renda conto che non ha le risorse per mantenere quanto annunciato nel programma. Non è possibile che non abbia capito che un conto è mentire a Letta sul suo appoggio all’esecutivo di larghe intese e un altro è raccontare balle agli italiani. 

Insomma, più cerchiamo di comprendere qual è la strategia del sindaco e più ci rendiamo conto che Renzi non è pazzo ma un abile calcolatore. Anzi, un giocatore d’azzardo che fino all’ultimo è abituato a non scoprire le proprie carte. In tutti questi mesi in fondo si è comportato così, ossia ha sempre dichiarato una cosa per poi farne un’altra. È successo con le primarie (ricordate, aveva giurato e spergiurato che non avrebbe mai fatto il segretario del Pd), è capitato con il governo (fino a meno di un mese fa assicurava in tv che non avrebbe soffiato il posto a Letta), probabilmente si ripeterà ora.

Renzi è giovane e un po’ guascone, tuttavia non può non rendersi conto che se non fa qualcosa di concreto, la sua credibilità diminuirà  rapidamente e lo stesso accadrà alla sua popolarità. Dunque? La sensazione è che anche adesso che è giunto a Palazzo Chigi l’ex sindaco non abbia sospeso la sua personale campagna elettorale. Cominciata con la sfida delle primarie - le prime, quelle contro Bersani - Renzi ha continuato senza fermarsi mai e neppure la conquista della segreteria del Pd lo ha indotto allo stop. Lunedì e ieri, al Senato e  alla Camera, il nuovo presidente del Consiglio non ha presentato il suo programma, ma ha tenuto un comizio. La campagna elettorale proseguirà nei prossimi giorni, quando il premier itinerante inizierà a visitare le scuole, a partire da quelle di Treviso. Renzi che telefona ai marò e alla donna sfregiata dall’ex fidanzato, Renzi che imita Papa Francesco e scende fra la gente, si fa fare le fotografie e tra poco berrà dalle bottigliette che la gente gli offre, fa tutto parte dello stesso disegno. Della stessa campagna elettorale. Perché il neo premier sa che non ce la farà. Anzi sa che non ce la può fare con un Pd che non controlla. Un Pd che sotto i suoi occhi applaude Letta, il premier che lui ha licenziato. 

Sì, Renzi pur negandolo (le sue smentite non fanno testo) ha pronta l’uscita di sicurezza, ovvero le elezioni. Proverà a far qualcosa, poi dirà che non gliela lasciano fare e quindi ci porterà a votare. In fondo ha solo 39 anni. E per governare c’è tempo.

di Maurizio Belpietro
[email protected]
Twitter @BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • giovannialduini

    16 Maggio 2014 - 13:01

    E' evidente che Renzi ci prende in giro con le sue promesse al futuro. Peccato però che anche Berlusconi abbia contribuito a renderlo credibile.

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  • thorglobal

    26 Febbraio 2014 - 22:10

    La rivoluzione liberale di Berlusconi che fine ha fatto?Troppo comodo dire che gli alleati non me lo hanno consentito.Bene,cioè male.Se fosse stato determinato sarebbe andato in televisione a reti unificate pronunciando poche parole,presentando le dimissioni e rimettendo il tutto in mano agli elettori.Ma non lo ha fatto,fregandosene delle promesse,tirando a campare per arrivare al momento opportuno al colle.Anche Renzi blatera senza conclusione di sorta,perchè dovrebbe attuare una cosa nella pubblica amministrazione;cosa che il suo partito non glielo consentirà.Buon affondo a tutti.

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  • Sabry11

    26 Febbraio 2014 - 22:10

    Apprezzatissimo Direttore, buonasera. Io non sono elettrice del PD , eppure - superando le ideologie - mi sto convincendo che gli italiani abbiano un gran bisogno di RITROVARE LA FIDUCIA in chi li rappresenta . L'indignazione sta lentamente cedendo il passo alla rassegnazione e, se possibile, è ancor peggio. La percezione è che Renzi , con la sua determinazione ed il suo entusiasmo stia cercando di regalare LA SPERANZA . Certo, con quella non ci campiamo; ma se iniziamo a porci verso un immediato futuro con un cauto ottimismo , può farci solo bene. Diamogli una chance . Siamo così disperati che già l'episodio dello "scippo " a Letta sta finendo nel dimenticatoio .... Ciononostante ho gran timore che le ultime righe del Suo editoriale trovino funesta conferma in tempi brevi. Ed allora convoglieremo tutta la nostra SPERANZA in una legge elettorale decente e soprattutto in PERSONE oneste e capaci. grazie e buon lavoro !

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