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L'editoriale

di Vittorio Feltri

31 Maggio 2011

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Caro Presidente,

quello che è successo lo sa meglio di me. Una catastrofe per il centrodestra ovvero Pdl e Lega. Letizia Moratti è caduta a Milano. E a Napoli Gianni Lettieri è letteralmente crollato. Se però contiamo i voti raccolti dai singoli partiti, ci accorgiamo che quasi in ogni città anche il Pd si è azzoppato; il Terzo polo ha fatto flop, il Fli non ha dato segni di vita e l’Idv, tranne nel capoluogo campano, con Luigi De Magistris, non ha guadagnato consensi. Anzi.

E allora chi può dirsi soddisfatto? I soli a sfondare sono stati i rappresentanti dell’antipolitica, personaggi fuori dai giri convenzionali. Segno che il vento è cambiato. E se spirano refoli sinistri è perché a destra non c’è niente di nuovo che offra all’elettorato una via di fuga dalla contrapposizione berlusconiani-antiberlusconiani.

Questo il punto. La gente si è stufata. Non tanto di lei quanto della politica. Che non ce la fa, da troppo tempo ormai, a discutere d’altro se non di sé. Lei Presidente per anni è stato una speranza o addirittura una certezza: grazie a Silvio, dicevano i suoi aficionados, faremo la rivoluzione liberale, l’Italia sarà più moderna, verrà sconfitta la dittatura della burocrazia, dello statalismo, della spesa pubblica, dei poteri forti, delle corporazioni, della magistratura, dei sindacati rossi.

La maggioranza dei cittadini era convinta che lei la liberasse davvero da tante oppressioni. Non è andata così, probabilmente non per colpa sua, Presidente, o non soltanto per colpa sua. Sta di fatto che - trascorsi tre lustri e passa - la delusione e lo sconforto hanno preso il posto, in molti cuori, della speranza e della fiducia. Vari italiani si sono resi conto che lei ha le mani legate e la testa occupata da enormi problemi personali. La Costituzione è un vincolo di ferro e non si riesce a modificarla, rendendola adatta alle esigenze di oggi. La Corte costituzionale è pronta a bloccare ogni legge innovativa. L’opposizione esercita un forte potere ostativo, è sorretta da programmi televisivi importanti e dalla stampa più influente. La magistratura, da quando non esiste più l’immunità parlamentare, ha in pugno qualsiasi uomo politico: per metterlo in soggezione basta l’apertura di una inchiesta.

Se a tutto questo aggiungiamo che il Pdl non è più un efficiente comitato elettorale, come era agli inizi, ma non è mai diventato un partito con una gerarchia affidabile ed è stato, e in parte è ancora, dilaniato da lotte intestine, il quadro è completo. Un quadro desolante che spiega il motivo per cui lei è stato travolto da mille difficoltà.

La crisi economica mondiale ha fatto il resto, impedendo al governo - sommerso dal debito pubblico - di investire in favore della ripresa. Non è un caso che, ultimamente, perfino gli imprenditori, mostrando un cinismo degno di sottolineatura, ce l’abbiano con Palazzo Chigi. Sorvoliamo sui processi che la angustiano e sulle vicende di letto, che pure hanno contribuito a far dire alle masse: uffa, ma questo Berlusconi ne ha sempre una, potrebbe almeno evitare di esporre il fianco, ogni cinque minuti, alle critiche.

È evidente che, dopo circa vent’anni di tribolazioni d’ogni genere, lei sia indotto a parlare più di sé che dei suoi elettori. Ma è altrettanto evidente che questi si siano un po’ stancati di considerarla il centro dell’universo e comincino a bussare a porte diverse dalla sua, illudendosi di essere ascoltati. Desiderano che si parli anche di loro. Quando poi la voglia di cambiamento cresce ed è insopprimibile, c’è chi, pur di cambiare, è disposto a cambiare in peggio.

Ecco perché, caro Presidente, lei ha perso le elezioni amministrative. Non è la fine del mondo e neanche la fine del berlusconismo. Le opportunità di riparare non mancano. Serve però che lei torni ad essere e a fare il Berlusconi, un uomo nel quale potersi identificare.

Un consiglio e una preghiera: provveda a tutti noi oltre che a se stesso.

Buon lavoro e buona fortuna.

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Commenti all'articolo

  • raucher

    01 Giugno 2011 - 13:01

    fino ad ottobre 2012, altrimenti i deputati di tutti i partiti non prenderanno la pensione....Nel frattempo , riportate a casa le costose e inutili missioni in Libano e Kosovo , respingete i clandestini come fanno gli altri che se ne fregano dei rimbrotti dell'UE. Sarebbe già molto.

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  • o' surdat nnammurat

    01 Giugno 2011 - 12:12

    Un po alla volta, ma molto molto timidamente, caro direttore, sta arrivando al nocciolo del problema. Non basta la propaganda, il dire che le aziende di cosmetici fatturano 10 m all'anno, o che non bisogna essere pessimisti, o che il governo ha affrontato meglio degli altri la crisi, o che la crisi è mondiale e non è colpa del governo in carica così come fu per quella determinata dall'11 settembre. Se le condizioni economiche e sociali delle famiglie e delle piccole imprese, peggiorano sempre di più, quelle scusanti diventano addirittura prese per i fondelli e hanno reso assolutamente poco credibile, alla lunga, chi le pronunciava. La concezione di un uomo solo al comando è fallita miseramente di fronte a questa catastrofe. Non ha vinto l'antipolitica. Ha vinto la richiesta di una politica vera e seria. Una politica che si occupi dei bisogni della gente e non più dei sogni. Una politica che viva il paese nelle sue angosce e nelle sue spinte. E questo non è il terreno per Berlusconi.

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  • imahfu

    01 Giugno 2011 - 10:10

    Il Berluska. E' stata una ridicola presa in giro. Speranza di che? Che dividesse le sue ricchezze (la cui origine é ignota....) con i cittadini? Se non ha la piu' pallida idea di economia, del sociale, degli orizzonti nuovi, da dove é sorta la speranza? Dalle chiacchiere e gli imbonimenti. Via, via, scio' scio'.

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