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Il papa agli indios del Canada

"Dispiaciuto per le violenze"

Il papa agli indios del Canada
Migliaia di bambini indios costretti a entrare nei collegi cattolici, dove anziché essere accuditi e coccolati sono stati violentati. La storia dei piccoli Canadesi, iniziata a fine Ottocento e finita negli anni Settanta, è ormai nota e accertata: il governo canadese ha fatto pubblica ammenda, lo scorso giugno. Ora i nativi aspettavano solo una parola di scuse da parte del Vaticano. E oggi il papa ha dato loro la sua solidarietà. Benedetto XVI ha detto che gli dispiace, per gli indiani che sono stati vittime di abusi da parte di religiosi e di preti nei collegi scolastici affidati alla Chiesa cattolica. La Sala stampa della Santa Sede ha informato sui contenuti dell'incontro fra il Pontefice e una delegazione di indiani delle «prime nazioni» guidata dal loro capo, Phil Lafontaine.
Il Papa, si legge nella nota, ha dato ascolto alle storie e alle preoccupazioni degli aborigeni. Il Papa ha ricordato che sin dalle origini della sua presenza in Canada, la Chiesa è stata vicina alle popolazioni indigene. Riguardo alle sofferenze subite da alcuni bambini aborigeni nelle scuole residenziali canadesi, il Papa ha espresso il suo dolore per le sofferenze causate dalla condotta deplorevole di alcuni membri della Chiesa nella gestione di queste scuole. Il Pontefice ha assicurato la sua partecipazione ed espresso la sua solidarietà. Il Papa ha detto che tali abusi non possono essere tollerati nella società. Infine, conclude la nota, ha pregato affinché coloro che hanno sofferto possano trovare un cammino di guarigione ed ha incoraggiato i popoli nativi ad andare avanti con rinnovata speranza.

A fine '800, il governo federale canadese istituì delle scuole, appunto definite «residenziali», per i bambini indiani. Si tratta, spiega una nota dell'episcopato canadese, di strutture finanziate dallo Stato e rette da organizzazioni religiose, rimaste attive fino a circa trent'anni fa. Delle 76 scuole residenziali, frequentate da circa centomila allievi, 45 sono state amministrate da organismi cattolici. I bambini aborigeni, rammenta la nota, furono strappati alle proprie famiglie e costretti ad abbandonare la propria lingua, la propria religione e il modo di vivere per conformarsi alla cultura europea. Alcuni allievi, inoltre, furono anche vittime di abusi fisici e sessuali. I vescovi dicono che tutte le comunità religiose e le diocesi, come anche le altre Chiese, hanno chiesto scusa ufficialmente agli aborigeni del Canada. E scuse pubbliche ha espresso, solennemente, l'11 giugno 2008, anche il primo ministro Stephen Harper in una seduta speciale della Camera dei Comuni. Le comunità aborigene hanno raggiunto un accordo di compensazione economica con il governo canadese e con le comunità religiose coinvolte, compresa quella cattolica.

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