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Rom: l'UE boccia l'Italia

Maroni e Frattini: "Indignati"

Rom: l'UE boccia l'Italia

Strasburgo - L’Europa bacchetta l’Italia e l’avverte: niente impronte ai nomadi. E’ passata al Parlamento europeo, infatti, la risoluzione sulle impronte ai rom,  presentata da Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra : 336 i voti favorevoli, 220 i contrari e 77 gli astenuti. Nel testo si mette in guardia dalla violazione delle norme "antidiscriminazione".
Gli europarlamentari, in particolare, hanno approvato un emendamento al testo della risoluzione col quale si esortano le autorità italiane "ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall'utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell'imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l'origine etnica".
In sostanza, dunque, Strasburgo boccia nettamente le misure d'emergenza italiane relative alla raccolta delle impronte digitali nei campi rom.
Nel frattempo al commissario Ue alla Giustizia, Jacques Barrot è arrivata una prima risposta del governo italiano alla nuova lettera della Commissione Ue per chiedere ulteriori chiarimenti sulla raccolta delle impronte digitali nei campi rom. Solo tre giorni fa il ministro Maroni aveva detto di aver chiarito "i malintesi" con Barrot, ma sembra che i punti da chiarire permangano ancora. Oggi, infatti, il commissario avverte: "Sulla questione dei rom occorre una soluzione effettiva e adeguata, soprattutto per quanto riguarda i minori. Occorre aiutare i rom, non stigmatizzarli".

Ma Frattini, Ronchi e Maroni non ci stanno, e nonostante la decisione del Parlamento Europeo respingono con forza le accuse di razzismo contro l'Italia.
L'accusa di razzismo al governo italiano “è totalmente infondata e basata su motivazioni politiche e non sostanziali”. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato, in un'intervista a Repubblica Tv, la risoluzione approvata stamani dal Parlamento europeo contro la raccolta di impronte digitali ai bambini rom. “L'Europarlamento ha adottato questa risoluzione senza attendere che fosse iniziato il confronto con la Commissione europea - ha detto Frattini - il che vuol dire che non c'è stato alcun interesse sostanziale ad ascoltare dalla Commissione le valutazioni sul punto di compatibilità con l'ordinamento comunitario.” “Ecco perchè non sono affatto in imbarazzo a difendere questa norma e se mi sarà possibile spiegherò anche perchè va difesa”, ha concluso il titolare della Farnesina.
Anche Maroni si è detto "indignato per la risoluzione votata dal Parlamento europeo, che stigmatizza la raccolta delle impronte digitali per i nomadi in Italia" e con lui c'è anche il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, che ha definito la decisione di Strasburgo come "una delle pagine peggiori delle istituzioni europee”.  “Noi abbiamo un diritto-dovere che è della politica italiana e del governo”,  aveva detto in precedenza Ronchi. “Qualsiasi azione del nostro governo è tesa soltanto a salvaguardare la dignità dell'infanzia, soprattutto di quelle decine di migliaia di bambini sfruttati. Ho ribadito agli eurodeputati italiani la nostra posizione che è in linea con l'Unione europea”. Ronchi ha poi sottolineato che il ministro Maroni è pronto al “confronto costante” con la commisione Ue per ascoltare e aprirsi a tutti i contributi. Partendo da un dato: “Noi abbiamo il diritto-dovere morale prima che politico di tutelare e difendere il bambino”.

 

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