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Arabia, velate anziché veline

Si elegge "Miss bella morale"

Arabia, velate anziché veline
Sukaina al-Zayer è un’aspirante reginetta di bellezza. La sua faccia e tutto il suo corpo sono nascosti sotto un velo islamico, nero e pesante, per cui nessuno può dire come sia davvero.
Ma nei concorsi di bellezza dell’Arabia Saudita ai giudici non interessa la figura perfetta o la faccia. Loro stanno cercando la più bella "Miss di moralità", quella che mostri maggiore devozione e rispetto per i suoi genitori. “L’idea del concorso è quella di misurare i valori islamici, è un’alternativa alla decadenza morale dei concorsi di bellezza occidentali, che guardano solo al corpo”, dice l’ideatrice del conocorso, Khadra al-Mubarak. Velate al posto delle veline, insomma.  
“La vincitrice non sarà necessariamente bella, aggiunge la signora. “Noi guardiamo alla bellezza dell’anima e alla sua morigeratezza”. La gara incomincerà sabato, le duecento candidate saranno esaminate per dieci settimane su temi come “cerca la tua forza interiore”, “diventa leader”, e “Mamma, il paradiso è ai tuoi piedi”, frase attribuita al profeta Maometto per sottolineare come il rispetto dovuto ai genitori sua il più importante principio islamico. 
Le aspiranti veline-velate passeranno anche una giornata a casa con mamma, e saranno osservate da giudici donne che valuteranno il rapporto tra loro. Lì non saranno riprese dalle telecamere, e nessun uomo potrà vederle: in casa potranno finalmente togliere il velo.

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