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Il Papa: unione cristiani-ebrei

Dialogo con l'Islam

Il Papa: unione cristiani-ebrei
Prosegue il viaggio di Benedetto XVI in Giordania. La seconda giornata del viaggio del Papa in Medio Oriente si apre con un nuovo appello al dialogo religioso. Durante la sua visita al Monte Nebo, alle porte della Terra Santa, da qui Mosè vide i territori che erano stati promessi da Dio ai suoi figli fuggiti dall’Egitto, il papa ha infatti sottolineato "l’inseparabile vincolo che unisce la Chiesa al popolo ebreo". "Sulle alture del monte Nebo - ha detto papa Ratzinger - la memoria di Mosè ci invita ad 'innalzare gli occhi, a guardare con fede e speranza al futuro che Dio ha in serbo per noi e per il mondo intero. Sin dai primi tempi i cristiani sono venuti in pellegrinaggio ai luoghi associati alla storia del Popolo eletto, agli eventi della vita di Cristo e della Chiesa nascente. Qui, sulle orme degli innumerevoli pellegrini che ci hanno preceduto lungo i secoli siamo spinti quasi come una sfida, ad apprezzare più pienamente il dono della nostra fede e a crescere in quella comunione che trascende ogni limite di lingua, di razza, di cultura. L'antica tradizione di pellegrinaggio ai luoghi santi ci ricorda inoltre l'inseparabile vincolo che unisce la Chiesa al popolo ebreo". Dopo aver ricordato che fin dagli inizi la Chiesa ha commemorato le «grandi figure dell'Antico Testamento quale segno di apprezzamento per l'unità dei due Testamenti", il Papa ha auspicato: "Possa l'odierno nostro incontro ispirare in noi un rinnovato amore per il canone della Sacra Scrittura e il desiderio di superare ogni ostacolo che si frappone alla riconciliazione tra cristiani ed ebrei".

Visita alla moschea - Il Santo padre, durante la benedizione della prima pietra dell’Università Cattolica, nella città di Madaba, dove Papa Ratzinger si è fermato tornando ad Amman dal Monte Nebo, ha quindi lodato il regno di Giordania che grazie soprattutto alla regina Rania "ha giustamente dato priorità all’obiettivo di espandere e migliorare l’educazione. So che in questa nobile missione Sua Maestà la Regina Rania è particolarmente attiva e la sua dedizione è motivo di ispirazione per molti".
E per la seconda volta Ratzinger compirà oggi la visita in moschea, nel tentativo di eliminare ogni asperità residua con il mondo musulmano dopo un suo discorso, nel 2006, in cui citando un imperatore bizantino aveva accostato Islam e violenza. Durante la visita alla moschea del re Hussein Bin Talal si rivolgerà ai leader musulmani, al corpo diplomatico e agli intellettuali giordani. Il papa ha poi sottolineato come "il dialogo con ebrei e islam è necessario, nonostante i malintesi inevitabili quando per duemila anni si è stati separati», ha spiegato il Pontefice a bordo dell'aereo che lo ha condotto ad Amman, in Giordania. Un invito alla conciliazione diretto, pieno di attenzione per i fondamenti delle altre confessioni religiose, tanto che il Papa ha voluto esprimere esplicitamente e specificamente il suo «profondo» rispetto nei confronti della comunità musulmana.


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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    09 Maggio 2009 - 18:06

    Il Papa e il Collegio Cardinalizio conoscono molto bene le caratterialità Coraniche del mondo Musulmano per aver trattato con i medesimi,da oltre mille anni,domandarsi: che cosa si potrebbe fare assieme, affinche tutti gli uomini e donne di questa terra possano ritrovarsi ad amare l'Unico Dio sotto uno stesso Tetto Religioso? - E' un teorema difficilissimo da risolvere perchè ognuno,difficilmente,rinuncerebbe all'esercizio assoluto della "Ratio Mistica" sulle moltitudini dei popoli. Significherebbe spogliarsi di tutto,rivedere tutto e governare in condominio; sembra possibile ? Quì ci vorrebbe solo la luce dello Spirito Santo.

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