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Grecia allo stremo

Molotov e lacrimogeni a Atene
Muore un uomo in piazza

I greci sono scesi in piazza contro la nuova ondata di tagli a salari e pensioni chiesti dalla Troika
Molotov e lacrimogeni a Atene 
Muore un uomo in piazza

 

Scontri tra polizia e manifestanti si sono verificati ad Atene durante una protesta nella centrale piazza Syntagma. I dimostranti hanno forzato il cordone della polizia e sono stati caricati. Gli agenti hanno anche lanciato gas lacrimogeni per disperderli. Durante gli scontri alcuni dimostranti hanno lanciato sassi e bottiglie molotov contro gli agenti. Un uomo di 66 anni è morto, apparentemente di infarto, durante gli scontri di piazza tra polizia e manifestanti nel centro di Atene. Lo hanno riferito i media greci. L’uomo si è accasciato mentre gli agenti in tenuta antisommossa lanciavano gas lacrimogeni in risposta alle bottiglie molotov scagliate dagli attivisti che contestano il piano di austerity del governo. Subito soccorso, è deceduto durante il trasporto in ospedale, ha riferito la radio Skai. Altre cinque persone, tra cui due agenti, sono rimaste ferite nei disordini.

guarda le immagini degli scontri nella Gallery

guarda il video dello sciopero generale su Libero Tv

I lavoratori greci stanno scioperando per la seconda volta in tre settimane, sperando che i leader della Ue riuniti a Bruxelles, non approvino la nuova ondata di tagli ai salari e alle pensioni che non farà che peggiorare la situazione di un popolo logorato da cinque anni di recessione. Impantanata nella sua peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale, la Grecia si sta preparando a 11,5 miliardi di euro di tagli per soddisfare la 'troika' della Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario   internazionale, e fissare la prossima rata del suoi 130 miliardi di euro per salvarla. Probabilmente i leader europei non decideranno tra oggi e domani il via libera alla nuova tranche di aiuti, ma comunque discuteranno del caso greco. Entro novembre gli aiuti dovranno essere sbloccati per evitare il default del paese. Per lo sciopero generale c'è stata la paralisi dei trasporti, la chiusura degli uffici pubblici, di molti negozi e delle banche e il funzionamento a scartamento ridotto degli ospedali.

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    19 Ottobre 2012 - 11:11

    I Greci dimostrano di aver coraggio e di non aver paura di scendere in piazza.Noi italiani ,al contrario,siamo un popolo di santi ,eroi ,navigatori ma sopratutto siamo un popolo bue. + C.Z

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  • raucher

    19 Ottobre 2012 - 04:04

    ma cosa credono di concludere con scioperi e molotov? Niente , tranne ulteriori danni e spese per un paese già disastrato.

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  • blackindustry

    18 Ottobre 2012 - 19:07

    conosco bene la faccenda della socializzazione delle imprese tentata da Mussolini nel '44 ed abrogata nel '45 dai comunisti (CLN era in mano loro), fu il loro primo atto appena insediati. Abrogare ciò per cui avrebbero dovuto applaudire. Come allora, oggi, siamo in mano alla finanza e a chi ha il potere dei posti di lavoro: gli industriali... Condivido appieno ciò che hai scritto. Purtroppo poi il contenuto del trattato di Lisbona non è conosciuto dal 99% della popolazione europea.

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  • emigratoinfelix

    18 Ottobre 2012 - 18:06

    Mussolini perse ogni speranza di sopravvivenza politica(e purtroppo,come accadde,anche personale9nel momento in cui decise,a poche settimane dall'instaurazione della RSI,di applicare un principio basilare del fascismo:la socializzazione delle imprese.Il grande capitale,concentrato nel nord italia,che dal fascismo aveva ottenuto grandi aiuti,e prebende,si scopri' immediatamente amico degli angloamericani.Detto questo,quanto accade ad Atene e' il monito anche per noi italiani:il messaggio e' semplice.Che non ci passi per la testa di protestare massivamente,perche'otterremo solo durissima repressione.E se per assurdo,le forze del cosiddetto ordine si dovessero anch'esse ribellare e schierarsi con il popolo,ecco pronto il rimedio:in virtu' dell'osceno Trattato di Lisbona,peraltro approvato senza referendum popolare,Monti o il servo dei banchieri di turno chiederebbe l'intervento di truppe di altri paesi UE per riportarci a miti consigli.ma non preoccupiamoci,gli italioti non ne han lepalle

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