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Mea culpa

Mobili fabbricati dai prigionieri politici della Germania Est. Ora mister Ikea chiede perdono

L'azienda svedese commissionava gli arredi alla Ddr ma non sapeva che a farli erano i detenuti

Ingvar Kampra

Mister Ikea si scusa per aver fatto fabbricare i suoi mobili da prigionieri politici nella Ddr. L'azienda svedese aveva commissionato uno studio hoc, presentato oggi a Berlino, e con l'occasione ha chiesto perdono per quanto avenuto.

"Prigionieri politici e comuni vennero impiegati in parti della produzione di mobili o di componenti, che tra 25 e 30 anni fa vennero consegnati alla Ikea", spiega l’azienda svedese, che per bocca della manager Jeannette Skjelmose esprime "profondo rammarico per quanto avvenuto". Dallo studio è emerso che i manager di Ikea dell’epoca erano a conoscenza dell’impiego per la costruzione di mobili di prigionieri politici nella Germania Est. "All’epoca non avevamo ancora il sofisticato sistema di controllo che abbiamo oggi", ha aggiunto la Skjelmose, ammettendo che "non abbiamo fatto abbastanza per impedire una produzione del genere". 

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    17 Novembre 2012 - 08:08

    Mi sembra che in questa indignazione ,soprattutto di sinistra,ci sia un bel po' di incoerenza.Si può dubitare che Ikea ignorasse chi produceva i mobili,ma certamente non lo ignorava quel regime politico così tanto osannato all'epoca.

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  • blackindustry

    16 Novembre 2012 - 22:10

    Ma perché vi ostinate a non pronunciare quella parola tanto schifosa??? Ditelo che sono comunisti, nella DDR l'unico partito politico ammesso (loro erano per la libertà!) era quello comunista! Quindi i mobili ikea li facevano gli operai comunisti servi e schiavi della dittatura per definizione: il comunismo.

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  • gianko

    16 Novembre 2012 - 18:06

    hanno forse ritmi e trattamento migliori? a quanto si legge, sembra proprio di no, e allora? hanno distrutto le ns. industrie manifatturiere, ma secondo mortadella & c. sono una "risorsa" .. c'agh gniss un kènker!

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