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Secessione sfumata

Catalogna, Mas vince a metà
Non ha i seggi per la secessione

Il partito indipendentista sbanca alle elezioni regionali, ma non raggiunge la "maggioranza eccezionale" per dare il via al piano separatista

Una vittoria dal sapore amaro. Mas governerà ancora ma dovrà rinunciare al sogno indipendentista
Catalogna, Mas vince a metà
Non ha i seggi per la secessione

L'indipendenza della Catalogna sbatte sul muro delle urne. Alle elezioni regionali vincono i partiti indipendentisti catalani, ma a Barcellona Artur Mas, l'uomo che aveva lanciato l'idea secessionista contro Madrid portando in piazza un milione e mezzo di persone, deve fare un passo indietro. Un'affluenza storica per il rinnovo del Parlamento regionale ha sancito la vittoria del suo Convergencia i Unio, il partito autonomista moderato. Ma per Mas, il presidente uscente della Generalitat, è una vittoria di Pirro: non solo non ottiene la 'maggioranza eccezionale' chiesta per dare il semaforo verde alla sua sfida indipendentista, ma perde fra i 5 e i 6 seggi rispetto ai 62 ottenuti nel 2010. E si allontana ancora di più dalla maggioranza assoluta di 68 seggi sui 135 del Parliament, alla quale puntava dopo aver convocato le elezioni anticipate. Le forze indipendentiste si sono in parte dirottate su Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), che raddoppia i seggi, diventando la chiave per realizzare il progetto secessionista. E avanza nel Parlament il fronte dei partiti favorevoli a un referendum sull' 'Estato Propio', lo Stato indipendente. Ma essendo molto difficile, una coalizione tra CiU e Erc, paradossalmente il referendum annunciato sembra stasera più lontano. Debacle annunciata per il Partit del Socialistes de Catalunya (Psc), che dai 28 seggi attuali scenderebbe a 16-18, e registra il peggiore risultato della sua storia. Aveva 52 seggi all'epoca di Pascual Maragall, il popolare ex sindaco di Barcellona.

Crociata contro la secessione Il Partito Popolare, con la sua crociata contro la secessione è riuscito comunque a mobilitare l'elettorato 'unionista' e a confermare sostanzialmente i 18 seggi ottenuti due anni fa. In mancanza del plebiscito indipendentista per CiU, per realizzare il grande sogno catalano al quale è approdato nell'ultimo anno Artur Mas dovrebbe ora allearsi ai piccoli partiti nazionalisti e dell'estrema sinistra: come i 4 seggi di Candidatura d'Unitat Popular (CUP), che esordisce nel Parlamento catalano con i voti indipendentisti della sinistra localista. Quella che Mas ha davanti é una sfida durissima : l'approvazione di un'altra finanziaria lacrime e sangue, alla quale il possibile socio indipendentista di sinistra si oppone.

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • toni resetti

    26 Novembre 2012 - 12:12

    In Catalogna adesso la richiesta attuale è l'indipendenza da Madrid... una richiesta direi radicale, storica, epocale... chiamatela come volete. E figurati se adesso si scornano per le tasse quando la STRAGRANDE maggioranza dei catalani è indipendentista convinta e, soprattutto, ha sfondato a sinistra, con una caduta dei socialisti (federalisti ma certo NON separatisti). Questi si devono mettere d'accordo solo sulla data del referendum... e, visti i risultati, l'esito mi sembra scontato. Alla faccia di Madrid...

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  • cesc3

    26 Novembre 2012 - 11:11

    Scusate ma quella "chiave" che non si da a Mas è quella di la politica dei tagli. La qüestione della secesione non era il suo scopo reale... È per questo che hano salito i partiti di sinistra, quelli piú critici colla troika ma non col diritto a decidere il nostro futuro. Scusate il mio italiano, ma sono catalano.

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