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Strage nel Vallese

Svizzera, trentenne spara sulla folla
Uccise tre persone, due feriti

Un giovane di Daillon, ubriaco, ha imbracciato un fucile d'assalto e ha aperto il fuoco all'impazzata

Le forze dell'ordine, avvertite da alcuni testimoni, lo hanno bloccato. Era ubriaco. Ancora sconosciuti i motivi del folle gesto
Svizzera, trentenne spara sulla folla
Uccise tre persone, due feriti

 

Non si ancora il perché un uomo abbia aperto il fuoco contro i passanti uccidendo tre persone e ferendone altre due. E' successo ieri sera nel piccolo villaggio svizzero di Daillon, nei pressi di Conthey, in Vallese: erano le 20.50 circa quando un trentenne della zona ha imbracciato il fucile e ha iniziato a sparare. Le forze dell'ordine, avvisate per telefono dai testimoni della strage, sono prontamente intervenuti e dopo aver ferito a una gamba l'omicidia lo hanno ammanettato.  Secondo ail sito "20 Minutes Online", l’omicida è un abitante di Daillon, di una trentina d’anni, che per compiere la strage avrebbe usato un fucile d’assalto. Il killer sarebbe stato ubriaco. Stando alle parole della proprietaria di un ristorante l’uomo avrebbe passato tutta la serata nel suo locale "bevendo molto".

In una conferenza gli inquirenti hanno ricostruito la strage. In un primo tempo l'uomo ha sparato verso la strada sottostante da una finestra del suo appartamento, poi è uscito di casa ed ha esploso una seconda serie di colpi. Le vittime (tre donne) e i feriti (due uomini) -  tutti domiciliati nel comune vallesano - sono state trovate per strada  o nelle case vicine. Malgrado i precedenti l’uomo disponeva di numerose armi di cui   ha fatto uso ieri sera, precisa la procuratrice: per ora è accertato   che si sia servito di un vecchio moschetto e di un fucile a pallini.  Non è escluso - e sembra piuttosto probabile - che abbia utilizzato anche altre armi. 

Nulla è venuto fuori, però, sulle cause che hanno portato il giovane al dramma. E’ stato per ora accertato che lo sparatore ha   legami di parentela "lontani" con alcune delle sue vittime, "si può presumere che le conoscesse tutte" visto che  La   località conta infatti 400 anime e tutti sono legati per conoscenza, amicizia o parentela alle persone coinvolte nei fatti. Ai familiari delle vittime, ai testimoni del dramma e a tutti gli abitanti del piccolo villaggio viene prestata assistenza psicologica, ha indicato all’ats il sindaco Christophe Germanier.

 

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