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Sale la tensione

Ucraina, i soldati russi occupano la Crimea

Ucraina, i soldati russi occupano la Crimea

Il mondo intero guarda con preoccupazione a quanto sta accadendo in Ucraina. E anche se l'ultima parola spetta sempre a Vladimir Putin, che di ordini non ne prende da nessuno, nelle ultime ore, la guerra pareva dietro l'angolo a seguito della dichiarazione di una fonte del Ministero della Difesa della Repubblica autonoma di Crimea di un ultimatum che chiedeva la resa delle forze e manifestanti ucraini entro l'alba. "Arrendetevi entro le 4 di domani mattina". Scriveva l'agenzia di stampa Interfax che riportava la notizia dell'ultimatum datagli dal comandante della Flotta russa nel Mar Nero, Alex Vitko. Annuncio poi rettificato dal comando flotta russa del Mar Nero che ha precisato di non avere piani di attacco alle unità militari ucraine in Crimea. In realtà Putin resta vigile e sta ad osservare i movimenti della comunità internazionale, intento a mostrare il valore militare dopo che ha fatto vedere le doti diplomatiche nella crisi siriana. Una sorta di occupazione è già iniziata da giorni: quella dei centri nevralgici della regione autonoma di Crimea e della sua capitale, Sinferopoli. Sono 15 mila i soldati che, secondo quanto riferito dal governo di Kiev, sono arrivati a Sebastopoli e Sinferopoli con mezzi di terra e velivoli. Nelle ultime ore, alcune caserme della marina e alcuni centri di approvvigionamento sono stati messe sotto assedio. I vertici dello Stato hanno lanciato l'allarme: "La Russia ci ha dichiarato guerra, siamo sull'orlo del disastro. La Crimea non la cederemo mai”.

Le richieste di aiuto di Kiev - Il nuovo governo ucraino nel frattempo continua a denunciare violazioni dello spazio aereo e l'arrivo massiccio di truppe russe, ormai dispiegate intorno a punti militarmente rilevanti. Ultima delle conquiste russe, ma non ultima per importanza, è lo scalo portuale di Kerch, da dove partono i traghetti per la Russia. Ma le occupazioni si stanno allargando e i gruppi filo-russi stanno cercando l'occupazione di tutte le zone a maggioranza russofona, come Donetsk, dove l'amministrazione regionale è stata occupata questa mattina. In comune con la Crimea, la città della parte orientale dell'Ucraina, oltre che alla popolazione ha anche il comune destino che si vuole intraprendere. Infatti il parlamento regionale di Donetsk ha annunciato di voler convocare un referendum sullo status della regione.

La minoranza russa in Crimea - Sul fronte opposto, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha criticato duramente l'atteggiamento mostrato dalle nuove autorità ucraine: "Vogliono sopprimere le minoranze, le loro violenze minacciano la vita e gli interessi regionali dei russi e della popolazione che parla russo", ha detto nel corso di un intervento a Ginevra. Intanto, la popolazione della Crimea sembra non opporsi all'arrivo dell'esercito di Mosca. Alcune fonti di stampa riferiscono di 140 mila ucraini pronti a passare in territorio russo.

Le reazioni internazionali - Il G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti) ha espresso la sua condanna nei confronti dell'azione militare promossa da Putin: "Noi, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, e il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea - esordisce il comunicato - ci uniamo per condannare la chiara violazione della Russia della sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina", si legge in un counicato congiunto. I più attivi degli occidentali ci sono la cancelliera tedesca Angela Merkel e Barack Obama. Nella tarda serata del 2 marzo si è tenuto un colloquio telefonico tra i due, dove, la cancelliera, avrebbe detto al presidente degli Stati Uniti di "non esser sicura" che Putin "abbia ancora contatto con la realtà. Vive in un altro mondo". Lo scrive la Bild on line, riportando un articolo del New York Times che cita fonti ufficiali Usa.

Kerry in visita a Kiev - Nella notte, una telefonata di 90 minuti tra Vladimir Putin e Barack Obama. Kerry, segretario si Stato degli Stati Uniti, ha ipotizzato per la Russia gravissime conseguenze come "la messa al bando ai visti, il congelamento dei beni e isolamento commerciale“. Domani, martedì 4 marzo, Kerry si recherà in visita ufficiale a Kiev per incontrare il governo di transizione e ribadire il "forte sostegno degli Stati Uniti a favore della sovranità ucraina, la sua indipendenza e la sua integrità territoriale". Parole che Mosca ha giudicato come "minacce inaccettabili". 

Il fronte russo-cinese - La Russia, d'altra parte, potrà contare sul sostegno di un alleato storico come la Cina. Lavrov, al termine di una lunga telefonata con il suo omologo cinese Wang Yi, ha sottolineato quanto i punti di vista dei due Paesi siano coincidenti e ha affermato che “rimarranno in stretto contatto”. La Russia potrà quindi contare sull'appoggio di un altro membro con diritto di veto nel Consiglio di sicurezza dell’Onu.   

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Commenti all'articolo

  • studiorexart

    05 Marzo 2015 - 12:12

    bisogna condannare l'america e gli stati complici per il geniocidio in corso e quello che stanno organizzando

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  • sandros

    04 Marzo 2014 - 10:10

    Zitti...Zitti...! Già la Francia ci ha fregato tutto quello che avevamo dalla Libia, se adesso viene a mancarci anche ciò che importiamo della Russia dobbiamo riaprire le Miniere di carbone o tagliare le piante nel parco dove nasce il Tevere !

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  • stroibalt

    03 Marzo 2014 - 20:08

    sono d'accordo con Cosimo e aggiungo... Afganistan.. libia.. Siria.. altre parti del mondo dove america .. regno unito e francia fanno il bello e cattivo tempo.. avolte anche ai danni dell'0italia (vedi libia)..

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  • Anna 17

    Anna 17

    03 Marzo 2014 - 19:07

    Cosa ci fa su questo quotidiano un commento come quello delle 16.57? Una solita stupida provocazione di un sinistrato dal cervello atrofizzato come la maggior parte dei sinistrati. Ma vada a commentare su giornali più consoni alla quantità di materia grigia che si ritrova. Certo che commenti simili altro non fanno che testimoniare l’incapacità intellettiva di questi poveretti. Auguri cari

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