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Il crescendo

Ucraina, due basi occupate e un test missilistico: Putin continua la sua guerra

Ucraina, due basi occupate e un test missilistico: Putin continua la sua guerra

La tensione cresce e ora si scaglia anche contro la diplomazia, proprio nelle ore in cui l'Osce è in missione in Ucraina, su richiesta del governo di Kiev, per scongiurare un incremento delle violenze. Robert Serry un diplomatico olandese inviato dal Segretario generale dell'Onu in Ucraina all'inizio del mese, è stato trattenuto da uomini armati a un posto di blocco a Sinferopoli in Crimea. Lo dice l'agenzia Interfax. Ma l'ufficio del vicesegretario Onu ha negato affermando che il diplomatico "è stato minacciato". Nel frattempo però un giornalista dell'ITV ha testimoniato su twitter: "Sono con Robert Serry. Non è stato sequestrato, ma è trattenuto in un coffee shop. Uomini fuori gli impediscono di uscire". "Serry - spiega ancora con un tweet il giornalista - stava facendo visita al comandante della marina quando la sua auto è stata bloccata. Si è rifiutato di seguire gli uomini armati che bloccavano l'auto, è sceso e ha camminato finché non ha trovato un caffé. Ha chiesto alla squadra di ITV News di rimanere con lui". Poi ancora: "Fuori dal caffè ci sono uomini in mimetica che bloccano la porta. Alcuni indossano fasce nere e oro pro-russe. Non permettono a nessuno di entrare e uscire". Poi, dopo trenta minuti nel coffee shop, fa sapere sempre il giornalista, "la polizia ha fatto uscire il diplomatico olandese, che ha accettato di riprendere la via dell'aeroporto e di porre fine alla sua missione", attraversando "una folla rabbiosa" che urlava "Crimea Russia", "Putin Putin".

La missione dell'Osce - La diplomazia nonostante i venti di guerra e secessionismo non si ferma. Con l'incontro di oggi pomeriggio a Odessa comincia la missione Osce, che si concluderà il 12 marzo, con lo scopo o scopo di "dissipare le preoccupazioni su attività militari insolite". Aderiscono alla missione i rappresentanti di 18 Paesi, con Usa, Canada, Rep.Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Slovacchia, Svezia, Turchia e Ungheria.

Le reclute ucraine e il test missilistico - Nel frattempo il cuore degli ucraini rimane in piazza, come da tre mesi a questa parte, nonostante la massiccia presenza dell'esercito russo nelle strade e nei punti nevralgici della Crimea, Donetsk e Odessa. Non sono bastate quindi le parole espresse a Mosca il 4 marzo dal presidente russo Vladimir Putin, che ha stemperato i timori di un'azione offensiva imminente. Dalla notte all'alba lunghe file si sono formate davanti ai centri di arruolamento ucraini. Si preparano al peggio. Sono centinaia le aspiranti reclute, ragazzi, uomini, pronti a prendere le armi nell'eventualità in cui un conflitto con la Russia diventasse inevitabile. Nel frattempo Mosca continua le sue manovre e si allarga a macchia d'olio nelle regioni russofone dell'Ucraina. Nella serata di ieri ha effettuato con successo un test di lancio di un missile balistico intercontinentale dalla regione meridionale di Astrakhan verso l'obiettivo designato in Kazakistan e occupato due basi missilistiche in Crimea.

Un test già programmato - A stemperare le paure del lancio sono stati gli Stati Uniti, che tramite due funzionari hanno fatto sapere alla Cnn che il lancio del missile balistico intercontinentale era stato pianificato già prima della crisi in Ucraina e farebbe parte di una procedura di notifica standard, in base al trattato Start.

Alta tensione in Crimea - In Crimea intanto la tensione rimane altissima dopo che le forze russe hanno preso il parziale controllo di due basi missilistiche, seppur il deposito dove sono custodite le testate rimangono sotto il controllo di Kiev, come ha fatto sapere il ministero della Difesa ucraino. Nella capitale della regione autonoma, Sinferopoli, il comando della Marina ucraina è stato circondato da una cinquantina di soldati senza insegne, presumibilmente russi. Il capo della diplomazia di Mosca Sergei Lavrov continua a mantenere le distanze: "La Russia non ha alcuna autorità sulle forze filorusse che operano in Ucraina. Se sono le forze di autodifesa create dagli abitanti della Crimea, non abbiamo alcuna autorità su di loro. Non ricevono ordini da noi"

La diplomazia - Dietro i venti di guerra e di occupazione la diplomazia, seppur in maniera inefficiente, continua a lavorare. La rottura del silenzio da parte di Vladimir Putin ha confermato da un lato che Mosca considera legittimo proteggere militarmente i propri interessi in Ucraina. Ma dall'altro ha stemperato i timori di un'azione offensiva imminente. Chissà forse Putin aspetta un pretesto per andare oltre la messa in vestrina del suo apparato militare? Di questo parere sembra essere il segretario di Stato Usa Jhon Kerry, che in visita a Kiev, nel corso della conferenza stampa di ieri 4 marzo, ha affermato che "è chiaro che la Russia lavora duramente per creare un pretesto per poter invadere ulteriolmente", promettendo un pacchetto di un miliardo di dollari di aiuti al nuovo governo. In arrivo c'e' un prestito da un miliardo di dollari, pari a 730 milioni di euro mentre in settimana Washington avvierà le procedure per imporre sanzioni a Mosca. Ma l'impreparazione degli Stati Uniti si vede più che altro dalle dichiarazioni di Obama che ieri ha affermato che "c'è spazio perchè l'Ucraina sia amica dell'occidente che della Russia", quasi a dare l'ok per lo status quo e a dimenticarsi che non si tratta di essere amici, ma gli interessi in gioco sono altri.

L'Unione europea - Il Consiglio della Ue ha nel frattempo attuato il blocco dei beni di 18 cittadini ucraini "per appropriazione indebita di fondi dello stato". Un provvedimento che è parte del pacchetto di sanzioni deciso dal Consiglio esteri del 20 febbraio.  "Una duratura normalizzazione della situazione in ucraina deve basarsi sugli accordi" raggiunti a Kiev il 21 febbraio con i tre ministri degli esteri europei (tedesco, francese e polacco) ed è urgente una "riforma costituzionale che tenga in considerazione gli interessi di tutte di tutte le regioni, senza eccezioni", ha detto Lavrov in un colloquio a Madrid con il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton. Sta di fatto che le operazioni diplomatiche occidentali vanno a rilento. “Quindici Paesi, fra cui gli Stati Uniti e alcuni Stati dell’Asia centrale, parteciperanno alla missione dell’Osce”, ha riferito oggi una fonte diplomatica, ma senza indicare pero’ una data di inizio dell’operazione.

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