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Bionde, avance in cabina e foto:
che concordia sul volo Malaysia

Bionde, avance in cabina e foto: 
che concordia sul volo  Malaysia

«Tutto bene, buona notte», sono state le ultime parole pronunciate in comunicazione radio dalla cabina di pilotaggio del Boeing della Malaysia Airlines scomparso sabato con 239 persone a bordo, mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino. Secondo il Singapore Straits Times, è stato appunto l'ambasciatore della Malaysia a Pechino Iskandar Sarudin a rivelarlo, durante un incontro con parenti dei passeggeri.

Ma non è stata una buona notte, e non è andato tutto bene, visto che dopo questa frase pronunciata nel momento in cui il volo passava dallo spazio aereo malese a quello vietnamita ogni traccia è scomparsa, sia del velivolo che di chi si trovava a bordo. E dopo le osservazioni fuori luogo sui passeggeri con passaporto rubato sospettati di essere terroristi che secondo il responsabile sicurezza dell’aviazione civile malaysiana Azharuddin Abdul Rahman, sarebbero assomigliati a Balotelli, un altro tocco da tragicommedia italiana nel Paese di Sandokan arriva con una storia su un precedente dei due piloti, che davvero sembra evocare certe atmosfere alla Costa Concordia, la nave che nel gennaio del 2012 fece naufragio al largo dell’Isola del Giglio. La televisione australiana Channel 9 ha infatti mostrato foto scattate nel 2011 da una ragazza sudafricana di nome Jonti Roos nella cabina di pilotaggio durante un volo. Sarebbe stato il 27enne Fariq Abdul Hamid, copilota del comandante Zaharie Ahmad Shah, ad abbordare lei e un’altra turista occidentale, facendole invitare da uno stewart non appena sedute ai loro posti. Non solo le due ospiti sono state presenti al decollo dalla località thailandese di Phuket e all’atterraggio nella capitale malaysiana Kuala Lumpur, ma hanno accompagnato i piloti per tutto il viaggio: chiacchierando con loro, fumando e appunto prendendo foto. In una, si vede una delle ragazze con il berretto del copilota.

«Quando ho visto che si trattava dello stesso pilota non ci potevo credere», ha detto Jonti Roos, dopo aver visto le immagini sull’aereo scomparso. Anche la compagnia aerea, va detto, non riusciva a credere che i due piloti avessero violato le procedure di sicurezza con tale disinvoltura. Ovviamente, ciò non vuol dire che l’aereo si necessariamente precipitato perché i piloti erano distratti da un festino organizzato in cabina con qualche passeggera: già la storia dei due passaporti rubati era stata considerata forte indizio di un attentato terrorista, e poi si è appurato che si trattava solo di due iraniani che volevano stabilirsi in Europa a tutti i costi. Le troppe «informazioni piuttosto caotiche» e quindi «difficili da verificare se esatte o meno» sono state in effetti oggetto della lamentela del portavoce cinese Qin Gang: che probabilmente in casa sua a informazioni è abituato ad avere solo quelle ufficiali. Alcuni familiari dei 153 passeggeri di nazionalità cinese a bordo iniziano ad accusare anche il proprio governo, chiedendogli di essere «più attivo in questa vicenda», dove sono stati coinvolti tanti cittadini cinesi. Ma comunque è vero che le rivelazioni e smentite sono ormai continue. Ad esempio, la Forza Aerea della Malaysia ha smentito che i suoi radar avessero individuato l’aereo vicino a Pulau Perak: nello Stretto di Malacca, a oltre 500 km di distanza dall’itinerario previsto. E i vietnamiti a quel punto hanno ridotto le ricerche, salvo poi riprenderle espandendole «a sud e a est dell'ultimo traiettoria conosciuta», come ha spiegato il vice capo di Stato Maggiore vietnamita Vo Van Tuan. Anche la Malaysia ha deciso di estendere le ricerche al mare Andamano, e perfino l'India si è aggiunta ai pattugliamenti nello Stretto di Malacca.

«Dobbiamo aver pazienza e pregare», esorta invece il primo ministro della Malaysia Najib Rezak, pur sicuro che alla fine i resti dell'aereo verranno trovati. Ma «dobbiamo affrontare con calma questa prova che ci è stata inviata da Allah», ha detto in televisione. «Il governo sta facendo di tutto per aumentare gli aerei e le navi con mezzi sofisticati. Sono certo che lo troveremo. La domanda è quando. Ora dobbiamo aver pazienza e pregare».

di Maurizio Stefanini

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Commenti all'articolo

  • soter66

    14 Marzo 2014 - 09:09

    Finchè non si troveranno le scatole nere ,sono tutte supposizioni e illazioni senza fondamento.

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  • rendagio

    13 Marzo 2014 - 14:02

    Che stronzate , prima del 11 settembre, era quasi normale che qualche passeggero andasse in cabina, era una forma di familiarita´, e per la compagnia , questo non aveva alcun problema , certamente dopo certieventi sono state prese misure di sicurezza, e ve lo scrive uno che per 30 anni há lavorato come pilota presso nuna compagnia aérea , e non ua di poco conto.....

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