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La fuga dell'ex senatore

Estradizione a rischio
Ecco perchè Dell'Utri ha scelto Beirut

Marcello Dell'Utri

Fra Italia e Libano c’è un trattato bilaterale per l'estradizione risalente al 1970. Eppure, nel caso di Marcello Dell’Utri, non è detto che tutto fili liscio. Intanto perché nel codice penale libanese non c’è il concorso esterno in associazione mafiosa, reato per il quale don Marcello potrebbe essere condannato in via definitiva dalla Cassazione. E poi perché quella ordinata dal tribunale di Palermo è una custodia cautelare in carcere in attesa della sentenza, prevista per martedì prossimo. È un provvedimento preventivo. E il trattato bilaterale autorizza l’estradizione solo in caso di esecuzione di una sentenza.

«Ho appreso la notizia dalla stampa», si limita a dire l’avvocato difensore Giuseppe Di Peri, «non so se ci siano trattati di estradizione tra il Libano e l’Italia e se esista in quel Paese una normativa che consenta l’estradizione relativamente alla fattispecie di reato, il concorso esterno in associazione mafiosa, contestata al mio cliente». In serata i due si sono sentiti per stabilire la strategia. Insomma, non a caso l’ex senatore Dell’Utri avrebbe scelto Beirut. Non solo per il clima e l’effervescenza culturale, come raccontava il fratello in alcune intercettazioni ambientali captate in un ristorante romano. Ma anche la ragionevole certezza di non finire estradato.

Il primo passo, comunque, è attendere la sentenza della Cassazione. Conferma della pena e quindi condanna definitiva: in questo caso scatterà entro 30 giorni la richiesta di estradizione vera e propria, che dovrà tenere conto di una nuova e definitiva richiesta di arresto della procura generale di Palermo per eseguire la condanna. Qualora la Cassazione annullasse la sentenza, Dell’Utri sarebbe libero. Se annullasse con rinvio a nuovo appello toccherà sempre a Palermo decidere se confermare o meno la richiesta di arresto per pericolo di fuga.

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Commenti all'articolo

  • Argonauta

    15 Aprile 2014 - 05:05

    fatto bene in culo ai manettari democratici

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  • geompiniliberoi

    14 Aprile 2014 - 07:07

    siamo alla follia, il fuggitivo........ah,ah,ah non mi sta simpatico, non mi risulta sia condannato con sentenza definitiva, pochi giorni fa l UE ha ribadito che fino a condanna definitiva ogni cittadino sia innocente come anche la legge italiana, nessuno dei famosi giuristi ha il coraggio di parlare , questi sono metodi ,legali....., mafiosi , hanno il coraggio di parlare di diritti vergogna

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  • capreasinistra

    13 Aprile 2014 - 21:09

    Ho compassione per le madri di soleados e di pino&pino che sono sicuro avrebbero preferito abortire piuttosto di mettere a mondo due esseri inutili come loro cui rivolgo un caldo invito di andare a fan....lo (che magari gli piace anche!!!!)

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  • zhoe248

    13 Aprile 2014 - 18:06

    Ma perchè parlate di fuga? Era costantemente monitorato, intercettato, ma senza restrizioni all'espatrio, in possesso del passaporto, a Beirut da fine marzo con volo di linea,regolarmente registrato nel migliore hotel di Beirut: tutta questa canizza sulla latitanza serve forse a fare pressioni sulla Cassazione che già 2 anni fa aveva annullato la condanna a 7 anni dei giudici di appello?

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