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Un continente al voto

Elezioni Europee, flop euroscettici in Olanda, boom nel Regno Unito

Elezioni Europee, flop euroscettici in Olanda, boom nel Regno Unito

Quella che doveva essere una marcia trionfale si è trasformata, per ora, in una falsa partenza. In Olanda la scalata degli euroscettici all'Europarlamento è iniziata in salita. Secondo i primi exit poll - l'Olanda ha votato ieri, giovedì 22 maggio, insieme alla Gran Bretagna dove come in Italia alle europee si aggiungono le amministrative - il Pvv, il Partito euroscettico di Geert Wilders, sarebbe soltanto terzopartito. Stando alle rilevazioni dell'emittente Nos questo gli euroscettici avrebbero ottenuto solo il 12,7% dei consensi, pari a tre deputati. Un netto calo rispetto al 2009, quando il Pvv sfiorò il 17% delle preferenze. Differente invece la situazione in Inghilterra dove, come in Olanda, si sono chiuse ieri sera alle 23 le urne. Il partito euroscettico Ukip di Nigel Farage, secondo lo spoglio parziale, sta raccogliendo grandi consensi, ben superiori alle previsioni della vigilia.

Olanda - I social-liberali del D66 sono dati in leggero vantaggio con il 15,6% mentre i cristiani democratici (CDA) sono al 15,2%, il pari a 4 seggi, in parità con il D66. Il partito di stampo liberale conservatore del VVD del premier Mark Rutte resta con i 3 seggi che già occupava a Bruxelles, così come i laburisti del PVDA, alleati di governo. Calano di un seggio anche i Verdi (GroenLinks) e scendono a 2, mentre la sinistra radicale del SP ne guadagna uno e sale a 3. I conservatori del ChristenUnie/SGP strappano a sorpresa due eurodeputati. Dunque l'euroscettico Wilders potrebbe anche essere scavalcato dal VVD. I dati sono riportati dalla Welt Online che cita l'exit poll dell'istituto Ipsos che ha intervistato 60mila elettori all'uscita delle urne. Gli olandesi eleggono 26 deputati. In crescita l'affluenza: ha votato il 37% della popolazione, contro il 36,75% delle europee del 2009.

Inghilterra - In Gran Bretagna, invece, si votava per europee e amministrative, ma si profila il netto successo degli euroscettici dell'Ukip. Con 100 dei 172 consigli dove si votava in Inghilterra e Irlanda del nord il partito conservatore registra la perdita di 93 seggi, i laburisti ne conquistano 74 in più, i liberali ne perdono 72, mentre i nazionalisti del partito di Nigel Farage ne conquistano 84. I laburisti hanno inferto un duro colpo al primo ministro David Cameron, vincendo nei consigli londinesi dove i conservatori hanno sempre tradizionalmente avuto successo. Anche l'Ukip ha fatto breccia nelle roccaforti dei Tories. Secondo gli opinion polls infatti, l'United Kingdom independence party potrebbe vincere le elezioni europee con il 27% dei voti, secondo dovrebbe piazzarsi il partito laburista con il 26%, mentre i Tory di Cameron sono destinati con il 20% a divenire il terzo partito; infine i LibDem di Nick Clegg finirebbero quarti, alle spalle dei verdi.

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Commenti all'articolo

  • afadri

    23 Maggio 2014 - 23:11

    Adesso dopo questo risultato...è più chiaro perché la Gran Bretagna ha mantenuto la sua moneta. Gli Inglesi non saranno simpatici a mezzo mondo...ma sono certamente più intelligenti del resto europeo.

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  • arwen

    23 Maggio 2014 - 17:05

    Il problema è che i partiti euroscetici hanno grandi difficoltà a portare alle urne il loro elettorato al quale, è ovvio, dell'europa non interessa una cippa!

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  • gibuizza

    23 Maggio 2014 - 15:03

    Siamo agli exit poll, aspettiamo lo spoglio delle schede, adesso sono solo sensazioni.

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