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Dopo gli scandali

Spagna, abdica il Re Juan Carlos: la corona al figlio Felipe

Re Juan Carlos di Spagna

Clamoroso in Spagna: il re Juan Carlos abdica a favore del figlio, Felipe. La notizia è stata resa nota dal premier iberico, Mariano Rajoy. Il 76enne sovrano mette così fine a un regno durato per 39 anni, iniziati con la fine dell'era franchista e, negli ultimi tempi, macchiati da una lunga sequela di scandali. Rajoy ha sganciato la bomba alle 10.30, in una conferenza stampa dalla quale tutto si attendeva tranne che questo annuncio. "Sarà il re a dire oggi i motivi della sua volontà di abdicare", ha spiegato il premier in un messaggio durato circa 5 minuti, e nel quale ha ringraziato Juan Carlos per ciò che ha fatto per la Spagna. Rajoy, inoltre, ha informato dell'inizio della procedura di successione a favore di Felipe, principe delle Asturie, figlio di Juan carlos e della regina Sofia. Secondo fonti citate da El Mundo, il sovrano pensava "seriamente" ad abdicare sin dal suo viaggio del mese scorso in Medio Oriente. Le voci sul passo indietro si rincorrevano da tempo: da palazzo della Zarzuela filtrava da almeno due anni la voce di una possibile abdicazione a sorpresa, come poi è stata. Il futuro re - con il nome di Felipe VI - ha oggi 46 anni, ed è sposato dal 2004 con la giornalista Letizia Ortiz. La coppia ha due figli: l'infanta Leonor nata nel 2005 e l'infanta Sofia, nata nel 2007. Leonor è la prossima nella linea di successione al trono spagnolo, dopo il padre.

 

 

 

Le parole del re - Nel discorso in cui annuncia di abdicare, Juan Carlos spiega la sua scelta con la volontà di "aprire una nuova tappa di speranza in cui si combinano l'esperienza acquista e l'impulso si una nuova generazione". Nel messaggio alla nazione trasmesso da tutte le tv, il sovrano spiega di aver pensato al passo indietro al compimento del 67esimo anno di età, e ha poi aggiunto che se si guarda indietro non può che sentire "orgoglio e gratitudine per tutti gli spagnoli". Sul figlio Felipe, principe ereditario, spiega: "E' maturo e pronto per il ruolo di Re". Nei confronti degli spagnoli afferma di sentirsi "grato per quello che abbiamo ottenuto in questi anni e per il grande appoggio che mi avete dato per fare del mio regno iniziato in un periodo di grande incertezza un lungo percorso di progresso". E ancora: "Vorrei esprimere la mia gratitudine al popolo spagnolo, a tutte le persone che hanno incarnato il potere e le istituzioni e a chi mi ha appoggiato. Io - ha chiosato - ho e avrò sempre la Spagna nel profondo del mio cuore". Juan Carlos esprime infine gratitudine alle istituzioni e a chi lo ha aiutato nel suo regno, ricordando la moglie e la regina Sofia, della quale ha detto che "non è mai mancato l'appoggio".

Scandalo finanziario - Juan Carlos, incoronato re di Spagna il 22 novembre 1975 dopo la morte di Francisco Franco, è il padre della transizione democratica del Paese. Nel 1981 vide crescere il suo consenso quando evitò un colpo di Stato militare, nonostante la giovane età e la poca esperienza ai vertici delle istituzioni. Negli ultimi anni, però, ai numerosi problemi di salute che lo hanno spesso costretto a stare lontano dagli eventi istituzionali, si sono aggiunti diversi scandali. L'ultimo, e probabilmente decisivo per l'abdicazione, quello finanziario e fiscale a causa del genero del Monarca, Inaki Urdangarin, marito della secondogenita del "re uscente", l'infanta Cristina, primo membro nella storia della famiglia reale a finire a processo. A breve è atteso il verdetto, e Cristina dovrebbe essere condannata: una circostanza che ha fatto precipitare la popolarità della famiglia reale spagnola. Secondo un recente sondaggio, infatti, il 62% del Paese invocava l'abdicazione di Juan Carlos. Sono lontani i tempi in cui al Re veniva riconosciuto un ruolo determinante per la svolta democratica del Paese, esercitando un'influenza senza pari nell'Europa del ventesimo secolo.

Le amanti - Negli ultimi anni di forte recessione, disoccupazione e disagio sociale che hanno contraddistinto la Spagna negli ultimi anni, Juan Carlos ha inanellato una serie di errori che, oltre alle beghe giudiziarie, hanno determinato il calo del consenso. Per esempio quella chiacchieratissima battuta di caccia all'elefante in Botsawana alla quale partecipò con la sua presunta amante, nell'aprile del 2012, in cui si ruppe il femore. Dopo il rimpatrio seguirono delle polemiche furiose: degli animalisti, ma anche di chi sosteneva che in tempo di crisi ed austerity una battuta di caccia, per giunta con l'amante, era cosa da evitare. Già, le amanti, altra nota dolente del re che abdica. C'è addirittura un libro sulle scappatelle di re Juan Carlos. Uscì nel 2012, una biografia non autorizzata di La Soledad de la Reina, nella quale si sostiene che nella sua avita il monarca abbia "collezionato" la bellezza di 1.500 amanti. Numeri che sono soltanto l'ennesima conferma alla fama di playboy che ha accompagnato il re per tutta la vita.

La giornalista - Certo, a determinare la sua scelta anche i grossi problemi di salute: negli ultimi anni ha subìto diversi interventi e operazioni chirurgiche alle ginocchia e alle anche. Ma a determinare la scelta, s'immagina, c'è anche il fatto che il figlio Felipe, suo successore, gode di una enorme popolarità tra gli spagnoli. Alla base del consenso la scelta di sposare una donna normale - o quasi, ossia Letizia Ortiz Rocasolano, che è la più famosa giornalista televisiva di Spagna, divorziata, e per nulla incline agli obblighi di corte. Insomma una donna lontana dalle ritualità, dai cerimoniali: una semplice borghese. Per il 66% degli spagnoli è ritenute un buon Principe in grado di ridare lustro alla Monarchia.

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  • boss1

    boss1

    03 Giugno 2014 - 12:12

    silvio fai come juan.

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  • routier

    03 Giugno 2014 - 09:09

    I veri re, abdicano . Gli altri invece,,,,,,,,,,,,,,,,,,,, colla tenacissima alla poltrona

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  • santoliamaria

    02 Giugno 2014 - 15:03

    se l'abdicazione sarebbe arrivata??????????

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  • saritaboni

    02 Giugno 2014 - 14:02

    Da giovane era anche bello, con i capelli ondulati come andava a quel tempo. Era anche l'unico in famiglia a non essere emofiliaco a differenza del fratello Alfonso che mori' a 15 anni suicidato da qualcuno ma si sa fu uno sbaglio nel premere il grilletto.

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