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Guerra in Medio Oriente

Israele rinuncia ai negoziati ma pensa ad un ritiro unilaterale delle forze armate

Israele rinuncia ai negoziati ma pensa ad un ritiro unilaterale delle forze armate

Israele non intende più raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza tramite negoziati con Hamas, ma piuttosto è disposta a valutare la fine delle operazioni e un ritiro unilaterale, una volta ottenuto il ripristino della deterrenza. "Se sentiamo che questa deterrenza è stata raggiunta lasceremo la Striscia, basandoci sul principio di calma per calma" ha detto un alto funzionario secondo Haaretz. "Se sentiamo che la deterrenza non è ancora stata raggiunta, continueremo l’operazione nella Striscia di Gaza, o andremo via e opereremo attacchi aerei".

Gli ultimi sviluppi - Fonti aeroportuali egiziane riferiscono che la delegazione palestinese invitata al Cairo per negoziare con Israele su un cessate il fuoco a Gaza, è attesa per stasera verso le 22 in Italia. Israele, invece, avrebbe rinunciato a partecipare ai colloqui del Cairo per una tregua. Questa, secondo la radio militare, sarebbe la decisione presa la scorsa notte dal Gabinetto di difesa israeliano. Secondo l'emittente, a influenzare la scelta sarebbe stata anche l'incertezza sulla sorte del soldato rapito ieri ai margini di Gaza.Tuttavia, Israele starebbe valutando la fine delle operazioni a Gaza e un ritiro unilaterale, una volta ottenuto però il ripristino della deterrenza. L'esercito  avrebbe garantito agli abitanti del quartiere di Beit Lahiya, nel nord-ovest di Gaza, che il rientro nelle loro case è sicuro. Diversi testimoni hanno riferito di aver visto i militari ritirarsi dall'area. Gli abitanti della zona devono però  "Fare attenzione agli ordigni esplosivi disseminati nella zona da Hamas". Identico messaggio è stato consegnato alle autorità dell'enclave palestinese. Più di due settimane fa l'esercito israeliano aveva chiesto a circa 100 mila palestinesi della zona settentrionale della Striscia e di due quartieri della città di Gaza che abbandonassero le loro case per la propria sicurezza.

Gli scontri - L’ala militare di Hamas ha scritto sul suo sito internet che "Non è conoscenza fino a questo momento di un soldato disperso, o di dove si trovi, o delle circostanze della sua scomparsa". Hamas ritiene che il soldato israeliano scomparso ieri 1 agosto, Hadar Goldin, possa essere stato ucciso in uno scontro circa un’ora prima dell’inizio del cessate il fuoco delle 8 di mattina di ieri. Almeno 35 palestinesi sono stati uccisi in seguito a un bombardamento nella città di Rafah all'alba. Sarebbe morto anche un muezzin mentre chiamava i fedeli a pregare in moschea dall’alto del suo minareto nel nord della Striscia di Gaza. Questo è quanto è stato riferito da un funzionario sanitario palestinese, Ashraf al-Kidra. L’uomo ha spiegato che il principale ospedale della zona è stato evacuato a causa degli attacchi che ieri hanno provocato la morte di almeno 70 persone, altre 440 sarebbero rimaste ferite. I funzionari palestinesi fanno sapere che nella città di Gaza nelle ultime ora hanno contato più di 150 attacchi aerei, tra cui uno contro l’università. Intanto Le Forze di Difesa israeliane dichiarano di essere molto vicine a completare l’opera di distruzione dei tunnel utilizzati dai miliziani palestinesi nella Striscia di Gaza.

Gli appelli -Ai numerosi appelli di porre fine al conflitto rivolti alle due parti in guerra, si è unito anche Matteo Renzi, oggi 2 agosto in visita al Cairo per incontrare il presidente egiziano Al-Sisi. "Faccio mio l’appello di altri colleghi per l’immediato rilascio del soldato israeliano rapito" ha dichiarato il primo ministro italiano Renzi, che ha aggiunto:"L’Italia appoggia la proposta egiziana per la risoluzione della crisi a Gaza". 

Il bilancio delle vittime - L'Unicef denuncia che dall'8 luglio scorso, giorno dell'inizio dei conflitti, sono morti almeno 296 bambini e ragazzini e feriti 2.502.Il totale delle vittime palestinesi è di almeno 1.650 morti, in massima parte civili. Per quanto riguarda Israele hanno finora perso la vita 63 militari e due civili, più un lavoratore immigrato di nazionalità thailandese.

 

 

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