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Dopo due anni

Assange pronto a lasciare l'ambasciata:
"Gravi problemi di salute. Mi costituisco"

Assange pronto a lasciare l'ambasciata:
"Gravi problemi di salute. Mi costituisco"

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è intenzionato a lasciare «presto» l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, che finora gli ha dato asilo. Assange ha tenuto una conferenza stampa insieme al ministro degli Esteri ecuadoregno, Ricardo Patino. «Questa situazione deve terminare - ha detto Patino - due anni sono troppi. Continueremo a dargli protezione e parleremo con i governi di Gran Bretagna e Svezia per trovare una soluzione a questa violazione dei diritti umani di Assange». Secondo alcune notizie il fondatore di Wikileaks avrebbe bisogno di cure ospedaliere per problemi cardiaci e polmonari. Ma, sotto continua sorveglianza da quando ha richiesto asilo politico nel giugno 2012 e con la polizia stazionata davanti all’ambasciata, una volta fuori verrebbe arrestato.«Sono rinchiuso in questa ambasciata, senza aree esterne, da due anni. È un ambiente in cui qualsiasi persona di buona salute avrebbe prima o poi delle difficoltà. Perfino le norme delle Nazioni unite sui prigionieri, e io non sono un prigioniero, prevedono la possibilità di fare esercizi, attività fisica, e la possibilità di uscire all’aria aperta», ha spiegato il fondatore di WikiLeaks. Il Daily Mail scrive che l’ambasciata dell’Ecuador ha chiesto l’autorizzazione per farlo ricoverare, sfruttando un’auto diplomatica come ambulanza, in modo da evitare l’arresto. Le autorità britanniche avrebbero respinto la richiesta.

False accuse - Assange si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador due anni fa, per sfuggire all’estradizione in Svezia, dove è ricercato per essere interrogato in relazione alle accuse di abusi sessuali avanzate da alcune donne. L’Ecuador ha concesso all’attivista l’asilo politico, ma le autorità britanniche gli hanno negato il salvacondotto, minacciando di arrestarlo appena lascerà la sede diplomatica. «Ci sono state spesso delle notizie false su di me. Alcune donne in Svezia mi hanno accusato di reati molto gravi, ma queste accuse sono false. Le donne che mi avevano accusato hanno di seguito negato che questi fatti fossero avvenuti e in tre casi i rapporti che mi accusavano erano falsi», ha detto durante la conferenza stampa aggiungendo: «C’è contro di me un’indagine aggressiva da parte degli Usa. Questa indagine mette a rischio tutti gli editori e giornalisti».

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