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Così Re Abdullah

Is, allarme dall'Arabia Saudita: "Entro un mese arriveranno in Europa"

Is, allarme dall'Arabia Saudita: "Entro un mese arriveranno in Europa"

In una giornata scandita dall'ormai consueta cronaca dell'orrore islamico, con una nuova decapitazione in Siria e la diffusione di un video che mostra l'esecuzione di 250 prigionieri, il tutto opera dell'Is, arriva un allarme dall'Arabia Saudita. A parlare è il re Abdullah, accusato da alcuni paesi (tra cui la Germania, che ha poi ritrattato) di finanziare i jihadisti dello Stato islamico insieme ad altri stati del Golfo.

La previsione - Un avvertimento all'Europa e agli Stati Uniti, per alcuni una minaccia. Il re si è detto certo che "entro un mese" i terroristi minacceranno e colpiranno nel Vecchio Continente e negli States, e che l'unica possibilità per fermarli è attaccarli subito, in Iraq e in Siria, dove stanno imperversando. "Vi chiedo di consegnare questo messaggio ai vostri leader - ha detto re Abdullah nel corso di un ricevimento a Gedda -, il terrorismo è una forza malvagia che deve essere combattuta con saggezza e rapidità. Se lo si trascurerà, sono sicuro che entro un mese arriverà in Europa e in un altro mese in America". Una posizione che è stata condivsa da esponenti di altri paesi del Golfo, quali Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait Qatar e Oman.

Tank e missili - Nel frattempo, alcuni esperti citati dai media arabi, hanno provato a quantificare il materiale bellico in mano agli jihadisti dell'Is. L'esercito dello Stato islamico, oggi, non può essere sottovalutato: conta "almeno 50 tank da battaglia", tra cui i M1A1 americani e i T-72 russi, rastrellati nelle basi irachene nella regione di Mosul. L'Is dispone inoltre di "250-400 missili terra-aria SA-24", presi dalla base dell'esercito siriano a Tabqa. Nel dettaglio, i sistemi SA-24 sono considerati più potenti degli Stinger, e in grado di colpire diversi bersagli anche durante la notte.

L'operazione - In Iraq truppe locali e miliziani sciiti di diversi gruppi hanno iniziato un'operazione militare per rompere l'assedio imposto dagli jihadisti, da due mesi, alla città turcomanna di Amerli. Le forze di sicurezza irachene stanno avanzando dal sud, mentre migliaia di miliziani si sono ammassati a nord della città. L'operazione, hanno riferito fonti militari irachene, veniva preparata da giorni.

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Commenti all'articolo

  • marco53

    31 Agosto 2014 - 17:05

    Fanno così, spavaldamente, perchè sanno che siamo dei popoli d'imbecilli, ammalati di stupidissimo buonismo, tolleranza e democrazia, tutti valori che loro odiano profondamente. Li facciamo venire da noi, li paghiamo, gli diamo assistenza e gli permettiamo di organizzare la nostra distruzione. Hanno Papa Bergoglio come loro potente alleato, che non fiata e non alza un dito contro la loro barbarie.

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    • highlander5649

      31 Agosto 2014 - 20:08

      papa bergoglio ci addita continuamente la nostra fede tiepida, i siamo cattolici a metà come il vino annacquato.e lascia che brucino le chiese e ammazzino i sacerdoti :per fortuna siamo tiepidi, sennò ci tocca porgere entrambe le guance e pregare pregare pregare mentre questi mammalucchi di jihadistici torturano recitiamo il rosario o i versi del corano?

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  • marco53

    31 Agosto 2014 - 17:05

    Vanno ammazzati tutti prima che siano loro ad ammazzare nopi, come cani rognosi. O facciamo così o sarà presto la fine!

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  • agostino.vaccara

    31 Agosto 2014 - 14:02

    E' vero, oggi come oggi l'isis ha la potenzialità di agire in Europa e negli Usa con attentati terroristici. Però basterebbe una sola bomba atomica tattica di basso potenziale per distruggerli definitivamente visto che sono concentrati in una sola zona del medio oriente. Loro pensano che gli occidentali siano completamente deficienti: lo sono, ma fino ad un certo punto!!!!

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  • highlander5649

    31 Agosto 2014 - 14:02

    nell'ottavo secolo d.c. e precisamente nell'anno 732 le orde maomettane avanzavano dal sud e dall'est europa indisturbate, dalla spagna erano giunte fino alle regioni centrali francesi quando il valoroso re carlo martello, nonno di CARLOMAGNO inflisse loro una batosta memorabile in quel di Poitiers ve i saraceni (chiamati così gli arabi maomettani lasciarono sul terreno 375.000 morti.) e da lì ini

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    • highlander5649

      31 Agosto 2014 - 20:08

      completo il post: e da lì è iniziato il loro declino accelerato da altre invasioni la loro presenza era ancora tangibile in sicilia fino alla conquista normanna, quindi sarebbe giunta l'ora di raccogliere le forze e superare le divisioni interne ed internazionali. i jihadisti sono un po troppo presuntuosi : inutile discuterci sopra basta dargli una batosta alla carlo martello

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