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Ali Hussein Khadim, il giovane sfuggito al massacro jihadista: "Mi hanno fucilato, ho finto di essere morto"

Ali Hussein Khadim, il giovane sfuggito al massacro jihadista: "Mi hanno fucilato, ho finto di essere morto"

Ali Hussein Khadim è un giovane sciita 23enne scampato all'orrore (sunnita) dello Stato Islamico: si è finto morto e i miliziani ex-Isis non se ne sono accorti. Il ragazzo, soldato iracheno, era stato rapito dal califfato. Lo Stato islamico aveva appena conquistato la seconda città irachena, Mosul e i soldati, abbandonati al proprio destino avevano cominciato ad allontanarsi dalla città optando per l'ambizioso tentativo di raggiungere Baghdad (160 km lontana). L'impresa disperata era svanita quasi subito, quando L'Is li aveva visti vagare apparentemente senza meta e li aveva catturati.

 

Fucilazione e fuga - I miliziani dell'allora non ancora califfo al-Baghdadi avevano deciso di sterminare solo i militari catturati di religione sciita, risparmiando invece i sunniti (all'inizio avevano promesso la libertà a tutti): 1700 presone furono invece giustiziate barbaramente e parte del massacro fu documentato in un video diffuso sui social network, e ripreso poi dal New York Times. Proprio il quotidiano americano ora racconta la storia di Khadim che nella suddetta esecuzione ha sentito uno degli spari sfiorargli il cranio e a quel punto ha fatto finta di accasciarsi, agonizzante, come se fosse morto. Nessuno dei miliziani dell'Isis aveva notato che invece era vivo e a quel punto Ali Hussein Khadim, dopo essere rimasto lì ancora qualche ora a mimetizzarsi tra i cadaveri, ha deciso di fuggire definitivamente, salvandosi la vita.

La corsa per la sopravvivenza - Dopo ore rimasto a terra per paura che i miliziani si accorgessero di lui, Ali Hussein Khadim decide di scappare, nel bel mezzo della notte. L'Isis ha una fortezza ad ovest del fiume vicino a dove è stato compiuto il massacro, quindi l'unico modo per mettersi in salvo è guadare il fiume a nuoto, cercando di passare inosservato. Ali decide di sfidare la sorte e di correre, "Avevo le mani legate, quindi anche correre risultava difficile", spiega. Poi un'altra scioccante scoperta: si accorge che la corrente del fiume lo avrebbe trascinato davanti alla piazzaforte dell'Isis, quindi l'impresa si rivela ancora più difficile e, mentre è paralizzato nel tentativo di decidere cosa sia meglio fare, vede un uomo sull'argine del fiume, "Era in punto di morte, aveva probabilmente un'emorragia interna, ma mi ha salvato la vita, ha tagliato la corda che mi legava le mani con una conchiglia". Ali ha trascorso tre interi giorni sulla riva del fiume, nutrendosi di vermi, prima di trovare il coraggio di tuffarsi. Ali Hussein Khadim nuota con il terrore di essere scoperto, si spinge con i piedi, il corpo sott'acqua, emerge solo la testa. "Ho provato ad attraversare il fiume tre, quattro volte prima di farcela, la corrente continuava a spingermi verso l'Isis". Il villaggio sull'altra riva del fiume è popolato da sunniti, Ali teme che per paura possano essersi schierati con i miliziani. Il primo uomo che incontra gli offre due pomodori, del pane e un avvertimento: "Se vai da quella parte ti ammazzano, se rimani qui ti ammazzano, se vai verso il ponte ti ammazzano. Sei un uomo morto". Non ha altra scelta che rassegnarsi e cercare, nella speranza di non incontrare sunniti spie dell'Isis. La fortuna è dalla sua parte, alcuni uomini del villaggio lo proteggono, ma l'Isis viene avvertito e subito l'esercito si presenta per cercarlo. La famiglia che lo protegge lo porta di fretta e furia al villaggio di Al-Alam, mettendolo in salvo. Il ragazzo deve continuamente cambiare posizione per non farsi trovare, poi, finalmente, dopo tre settimane dal massacro, riesce a riabbracciare la sua famiglia.

 

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Commenti all'articolo

  • jerico

    01 Dicembre 2014 - 15:03

    L'ISIS ?Un'altra creatura della CIA, come AL QAEDA.Me lo fanno supporre le parole dette in un'intervista da Mons. Jean Jeanbart,Vescovo cattolico melchita di Aleppo,il quale afferma che quelli dell'ISIS non parlano arabo ed hanno abbigliamento all'americana, come mai?Da dove vengono allora queste truppe ?Dopo Le TWIN Towers ,agli USA occorreva una ''scusa'' per lasciare le truppe fuori gli USA.

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  • flikdue

    06 Settembre 2014 - 16:04

    Intanto l'occidente mette a punto strategie anti Putin, pianifica 5 basi in europa orientale e se gli rimane un po di tempo emette una condanna verbale contro l'Isis. Complimenti ......... continuate così e presto saranno veramente in Vaticano !!!!!!!

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    • highlander5649

      07 Settembre 2014 - 21:09

      male piccolo, una volta arroccati lì chiamiamo i reparti speciali di israele , quelli sì che ci sanno fare! e li facciamo tutti secchi uno per uno.

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  • Gios78

    06 Settembre 2014 - 13:01

    Una storia stupenda. L'occidente deve fare a pezzi l'Isis anche persone come questa. Tornare alla vita dopo essere praticamente morto..é stato grande.

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  • seve

    06 Settembre 2014 - 11:11

    OCONE DELLA CASA BIANCA ,QUESTO E' IL PROBLEMA ,NON PUTIN . COME FAI A NON CAPIRE O FINGI DI NON CAPIRE ,O TI INTERESSA PIU' LO SPREAD ,COSI PRIMA CI GUADAGNI A ROVINARCI CON L'EUROPA UNITA E POI CI GUADAGNI A VENIRE A SFAMARCI DOPO CHE CI HAI RIDOTTO IN BRAGHE CON LATUA GOLDMANSACHS.

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