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Confessioni di una dominatrice: i guadagni, le richieste, i clienti

Confessioni di una dominatrice: i guadagni, le richieste, i clienti

"Un buon cliente è quello che rispetta i limiti che gli dai e quello con cui scatta un'alchimia, chiede prima di toccare e si ferma se dici no. E poi ti allunga una mancia fra i 40 e i 100 dollari. Un pessimo cliente tocca senza chiedere". Sul magazine online thestylecon.com una "dominatrice", che nell'insieme delle preferenze sessuali basate sulla dominazione e la sottomissione interpreta appunto il ruolo dominante, si racconta. Parla di "regole" che "nel mio lavoro sono molto severe", di guadagni "la paga minima in quest'industria è 220 dollari l’ora" e dei clienti, che per l'appunto, oltre una certa soglia non la coinvolgono perché, come ricorda la stessa ragazza : "Vogliono sentirsi unici ma non sempre riesci a farlo. Per la verità il piacere è molto raro, dal mio punto di vista, perché non considero questo un incontro sessuale. E' lavoro."

Le regole e guadagni - Nel lavoro "sono molto severe: non bisogna mai togliersi l’indumento intimo, il massimo che fai è una sega, niente più. Nessuna penetrazione, a meno che non sia io a decidere di usare il vibratore. E’ una delle fantasie più frequenti farsi fottere da una ragazza con il vibratore. Ovviamente è un extra, costa un centinaio di dollari in più. La paga minima in quest'industria è 220 dollari l’ora. Non ci si tocca molto, i clienti si fanno sodomizzare o si fanno fare un lavoro di mano e poi se ne vanno. Se vogliono una pippa con i piedi il prezzo aumenta, così come se vogliono guardarmi mentre mi masturbo."

Le richieste - Possono essere particolari, riguardano i vestiti che devi indossare "la musica che devi mettere, il tipo di luci da usare. Un buon cliente ha chiaro in mente che paga per un servizio, come al bancone di un bar: dai e ti sarà dato. Un pessimo cliente ti chiede il numero di telefono o un appuntamento fuori dal lavoro. Una volta è capitato che un cliente fosse arrabbiato perché gli avevo dato un appuntamento sbagliato. Minacciò di chiamare la polizia e mi spaventai. Ma lavoro nello stesso posto da 13 anni e ho pensato che se la polizia avesse voluto, avrebbe potuto controllarmi già in passato. Sa che tipo di business si fa quaggiù. Due poliziotti sono miei affezionati clienti."

I clienti - La differenza tra clienti abituali e nuovi clienti è cruciale. "Per "bad date" noi del settore intendiamo un pessimo cliente. Ne facciamo una lista e la facciamo girare in via informale tra le colleghe, per la nostra sicurezza. Se qualcuno è uno stupratore, un violento, un assassino, o se dà assegni falsi, possiamo consultare l’elenco, che a volte è on line. Personalmente non batto in strada, sono una dominatrice e quindi meno esposta a questo tipo di esperienze. Ma anche nel "centro massaggi particolari" in cui lavoro abbiamo un espediente simile: quando il cliente chiama, scorriamo il nome sul sistema e leggiamo i dettagli dei suoi appuntamenti passati. Il problema si pone solo se il cliente è nuovo."

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