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La rassegna stampa

Charlie Hebdo, così i direttori italiani commentano la strage in redazione

Calabresi, Travaglio, Sallusti, Belpietro, Mauro

Calabresi, Travaglio, Sallusti, Belpietro, Mauro

"Vietato illudersi: l'Islam è il nemico", il direttore di Libero Maurizio Belpietro nel suo editoriale di oggi commenta l'agghiacciante strage alla redazione di Charlie Hebdo con parole forti. Cita Oriana Fallaci che già dieci anni fa aveva previsto quello che sta succedendo in questi giorni. "Se non capiremo quello che spiegava Oriana Fallaci, se non prenderemo lezione dalle vittime di Charlie Hbdo, se non reagiremo contro il buonismo, l'accoglienza e la tolleranza, atti di terrore come quello messo a segno ieri in pieno centro a Parigi o come molti altri registrati negli ultimi tempi in più parte dell'Occidente si ripeteranno". Belpietro dice è arrivato il momento di svegliarsi "la tolleranza islamica non esiste, prima ce ne accorgeremo prima sarà meglio per tutti". E ancora: "Come spiegava la Fallaci, se finora l'abbiamo fatta franca è perché ci hanno usato come testa di sbarco. Ma né il nostro buonismo, né la nostra codardia che ci spinge a non reagire per convenienza, ci salveranno. Il Corriere della Sera ospita due commenti in prima pagina: uno firmato da Ernesto Galli della Loggia che definisce la strage in redazione, il nostro undici settembre e scrive che abbiamo imparato a criticare anche altre religioni, e dobbiamo poterlo fare anche per l'Islam senza rischiare la vita. Pierluigi Battista, invece, denuncia come i giornalisti della redazione di Charlie Hebdo che adesso tutti rimpiangono siano in realtà stati abbandonati da tutti quando decise di pubblicare le vignette danesi che satireggiavano sull'Islam.  Su Il Giornale commentano sia Alessandro Sallusti che Vittorio Feltri. "Questa è una guerra altro che Islam buono e cattivo", scrive il direttore de Il Giornale e spiega: "A noi i terroristi islamici non hanno mai fatto paura. Ci fanno più paura le attenuanti culturali, con cui la nostra magistratura troppo spesso giustifica le violazioni delle nostre leggi". Feltri spiega come è successo a Parigi ma poteva succedere ovunque, a Roma o a Milano. "Anzi - scrive - non si può escludere che, dopo aver massacrato la redazione di Charlie Hebdo, conceda il bis anche da alle nostre parti anche se la mentalità corrente italiana considera che certe disgrazie tocchino solo agli altri". Anche lui cita Oriana Fallaci, "sfottuta" dagli intellettuali quando "agitava il pericolo che l'Europa stesse diventando Eurabia". Feltri cita l'esempio di Cristiano Magdi Allam (egiziano convertitosi al cristianesimo che è stato denunciato all'Ordine dei giornalisti per aver detto che l'islamismo è una minaccia) e si chiede che cosa succederebbe se nel nostro Paese un giornale subisse lo stesso attacco di cui è stato vittima Charlie Hebdo. Secondo Feltri i primi commenti sarebbero di dolore, cordoglio etc, ma poi "abbonderebbero le riflessioni ispirate al sospetto che i giornalisti e i vignettisti assassinati non avessero fatto nulla per schivare una brutta fine". 

Vista da sinistra - Il direttore Ezio Mauro su Repubblica si sofferma sulla libertà di stampa, esorta l'Islam moderato e civile a prendere le distanze dal totalitarismo fanatico "che strumentalizza la religione a fini criminali di potenza". Antonio Padellaro sul Fatto accusa il governo francese di non aver sufficientemente protetto la sede della redazione che era nel mirino dei terroristi da anni, definisce "ridicola" l'apparizione di Hollande davanti alla sede del giornale. Se la prende con Maroni e con il ministro Boschi e poi fa un'analisi degli attentatori. "se fossero, come si comincia a dire, dei Lupi solitari, che agiscono senza collegamento con strutture organizzate ha senso parlare di rischio di guerra interna quando sarebbero bastate elementari misure di sicurezza e di ingelligence a bloccare in tempi i criminalli? E poi una riflessione su Marine Le Pen che "alle prossime elezioni regionali farà il pieno"

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    08 Gennaio 2015 - 15:03

    La Fallaci, stimata ed apprezzata, aveva da tempo avvisato a questa amebica, flaccida, insignificante, ignorante, inutile, inerme e deleteria classe politica le problematiche dell' Islam. Classe che invece di analizzare il problema ha con il suo, non lo definirei buonismo, ma assoluto opportunismo continuato a non vedere ne a capire. Ora ne pagano le conseguenze degli innocenti.

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