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Fantasma?

Strage di Parigi, trovata la "donna in fuga": "Hayat è in Siria". Altra figuraccia delle autorità francesi?

Strage di Parigi, trovata la "donna in fuga": "Hayat è in Siria". Altra figuraccia delle autorità francesi?

Nei tre giorni dell'orrore vissuti da Parigi risaltano le topiche della sicurezza e dei servizi segreti: molti, tanti, troppi errori. Molti particolari senza alcuna spiegazione. Parecchie fughe, e troppo lunghe. E molti, moltissimi morti: 20, una cifra spaventosa. Ma ora l'ultimo colpo all'intelligence transalpina arriva da Hayat Boumeddiene, la "donna in fuga", la 26enne moglie dell'orco Amedy Coulibaly, il folle islamista che si è asserragliato nel supermercato kosher dove ha consumato la sua personalissima strage prima di morire.

Il viaggio di Hayat - Si era detto che Hayat, convertita all'islam radicale nel 2009, era con lui all'interno del market ebraico. Si era detto che fosse anche riuscita a fuggire, nascondendosi tra gli ostaggi. Una versione nei fatti - e seppur indirettamente - confermata dalle autorità francesi, che nel mandato di cattura diffuso stamattina spiegavano che si trattava di una "persona armata e pericolosa. Ora è ricercata in tutto lo Stato". Peccato però che la ragazza, ricercata anche per l'omicidio della poliziotta a Montrouge, non fosse proprio a Parigi. Almeno questo è quanto afferma il quotidiano Le Parisien: la donna sarebbe in Siria, e sarebbe stata in Siria per tutti e tre i giorni nei quali Parigi è stata sconvolta dagli assalti. Era partita poco prima, Hayat, il 2 gennaio: secondo le fonti citate dal quotidiano transalpino sarebbe partita via Madrid e Istanbul con un uomo, e avrebbe dovuto fare rientro venerdì 9 gennaio. Avrebbe passato la frontiera turco-siriana l'8 gennaio, senza però imbarcarsi sul volo di ritorno, sempre passando da Madrid.

Nota alle autorità - Insomma, Hayat non sarebbe mai stata in Francia, con buona pace delle autorità e dei testimoni che affermavano di averla vista giovedì sera, alla vigilia della presa d'ostaggi nel negozio kosher. Un ulteriore smacco per l'intelligence transalpina, che seguiva la ragazza, eccome, eppure non sapeva dove si trovasse: già nel 2010, infatti, fu interrogata dall'antiterrorismo locale durante il processo al suo compagno che aveva giustificato gli attacci di Al Qaeda ricordando "gli innocenti uccisi dagli americani".

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    10 Gennaio 2015 - 18:06

    Che figura di merda

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  • Happy1937

    10 Gennaio 2015 - 17:05

    Finché i deboli europei non manderanno le loro teste di cuoio ad addestrarsi in Israele saremo sempre perdenti.

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