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L'analisi

Germania e immigrati, tra integrazione che non c'è e fenomeno Pegida

Germania e immigrati, tra integrazione che non c'è e fenomeno Pegida

La Repubblica Federale Tedesca si sta rapidamente sviluppando in un paese di immigrazione. L'attuale stabilità economica e l'apertura delle dogane l'hanno resa la seconda meta principale dell'immigrazione mondiale, superando nel 2014 stati come il Canada e l'Australia.

“Kitten” Istanbul - Tra le decine di migliaia di migranti che annualmente si stabiliscono in terra tedesca, i cittadini turchi sono i più numerosi e, come riportato dall'Istituto Demografico di Berlino, anche coloro che mostrano maggiori problemi di integrazione. D'altronde, la repulsione tedesca ad avere una propria identità pare quindi non stare aiutando l'integrazione, al contrario sembra stare mettendo a confronto chi l'identità ce l’ha (i turchi) con chi invece teme di averla (i tedeschi).

Problemi di identità - In Germania le tensioni di natura etnico-religiosa aumentano sempre più su entrambi i fronti: da una parte i tedeschi temono l'aggressività turca (motivata dalla generale percezione negativa dell'Ieslam presente in Europa e dal fatto che gran parte dei crimini in Germania sia oggi commessa da cittadini turchi), dall'altra i turchi si sentono vittime di un attacco mediatico e rafforzano di conseguenza le barriere che li separano dal resto della popolazione.

Fantasmi del passato - "Ogni volta che sento dei paragoni col nazismo penso: qui c'è qualcuno che non ha più argomenti da proporre", commenta Harald Martenstein, giornalista e scrittore tedesco, riferendosi alla libertà di espressione vigente oggigiorno in Germania. Redattore della popolare rivista Die Zeit, Martenstein si è fatto le ossa nel giornalismo gauche tedesco; attualmente è criticato per il modo pungente col quale sottolinea l'inclinazione a rievocare troppo spesso le tragedie del Novecento, ponendo in questo modo dei freni alla libertà di espressione e di opinione.

Fenomeno PEGIDA - Per la prima volta dall'unificazione nazionale del 1989, tanti tedeschi stanno scendendo in piazza con le proprie bandiere nazionali. A partire dallo scorso ottobre si sono tenute undici manifestazioni in diverse città (soprattutto a Dresda), che hanno visto sfilare fino a 20.000 tedeschi alla volta che sfoggiavano i propri colori nazionali. Ad organizzare ciò è una neonata sigla denominata PEGIDA, iniziativa spontanea di alcuni cittadini che hanno deciso di scendere in piazza per denunciare pubblicamente il rischio di uno scontro sociale con la popolazione islamica.

Orgoglio, non revanchismo - PEGIDA si anima dello stesso sentimento che tiene unite le comunità straniere, cioè l'amore per tradizioni, costumi, cultura di un popolo. La Germania, terra di immigrazione, pare essere talmente attenta a difendere i diritti delle minoranze da non rendersi conto delle esigenze e dalle richieste di maggiore tutela dei cittadini tedeschi. Già, perché chi scende in piazza con PEGIDA non sventola i colori del Terzo Reich, chiede solo di potersi sentire tedesco senza essere tacciato di revanchismo.

di Marco Petrelli e Luca Steinmann
@marco_petrelli 
@luca_steinmann1

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Commenti all'articolo

  • teto.silvi

    25 Gennaio 2015 - 14:02

    Parlare della crisi della Germania è come il caso di quella persona nella merda fino al collo che ride di uno che ha una macchia sopra una scarpa.

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  • Franzkeks

    13 Gennaio 2015 - 15:03

    La Germania e la Svezia sono attualmente i paesi più soggetti all'Invasione afroislamica. Gli immigrati vanno nei paesi dove lo stato sociale paga di più. Quindi arrivano a Lampedusa e il giorno dopo sono a Berlino o a Monaco: occupano scuole, chiese e strutture comunali e pretendono di restare. La sinistra li aiuta contro il volere dei cittadini assediati nei loro quartieri dagli invasori.

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