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Rapite il 31 luglio 2014

Greta e Vanessa liberate in Siria, il retroscena sulla trattativa: i banditi, Al Nusra, il riscatto milionario

La trattativa per liberare e riportare in Italia Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le giovani cooperanti lombarde rapite in Siria lo scorso 31 luglio e atterrate nella notte tra giovedì e venerdì a Ciampino, accolte dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Nonostante la smentita dell'intelligence italiana, tutte le ricostruzioni non escludono l'ipotesi di un riscatto di 12 milioni di dollari pagato dalle nostre autorità ai rapitori, anzi. Da parte sua Al Nusra sostiene che nessun riscatto è stato pagato per la liberazione.

"Banditi, non islamisti" - Innanzitutto, però, occorre fare chiarezza su chi siano i "rapitori". "Banditi verniciati da islamisti": così li avrebbero etichettati i servizi italiani che hanno lavorato al caso di Greta e Vanessa. Di sicuro, non erano né dello Stato islamico né della fazione jihadista rivale, Al Nusra. A dare supporto logistico a questa banda più o meno improvvisata sarebbero stati i ribelli anti-Assad del Syrian Free Party, l'esercito libero siriano. Attraverso mediatori vicini ai ribelli "buoni" siriani Farnesina e intelligence hanno cercato per mesi un canale per risolvere positivamente la vicenda. A dicembre, però, improvvisamente si complica tutto. Tra 23 e 31, riporta Repubblica, a inizio mese secondo il Corriere della Sera, vengono meno i contatti. Poi, la sera di Capodanno, spunta in rete il video delle due italiane vestite di nero dal covo dei rapitori. Sarebbe stato un segnale al governo italiano: per liberare Greta e Vanessa servono soldi, più di quanti ipotizzati. La posta, insomma, si è alzata e il perché si scopre presto: sarebbero cambiati i mediatori.

La mano di Al Nusra - I rapitori si sarebbero infatti avvicinati ad Al Nusra, i "rivali" dell'Is che qualcuno, in maniera molto ottimistica, definisce "meno feroci" dei tagliagole del Califfato. L'unica differenza in realtà è che se questi ultimi i prigionieri li sgozzano in diretta video, i primi preferiscono venderli per fare soldi, molti soldi. Che servono ad acquistare armi, addestrare milizie (anche kamikaze), corrompere governi ed eserciti. Insomma, alimentare l'industria del terrore. Al Nusra fa pubblicare quel video, la notte del 31 dicembre, contro la volontà dei servizi italiani. Seguono giorni frenetici, fino agli attentati di Parigi che emotivamente potrebbero portare il governo di Roma a pagare ancora di più per non avere sulla coscienza la morte atroce di due ragazze. I jihadisti lo sanno, e alzano la posta. L'Italia chiede un'altra prova che le rapite siano vive e gli uomini di Al Nusra girano un secondo video, questa volta riservato e non pubblicato sul web. E' il segnale: Greta e Vanessa stanno bene e si possono liberare. A che prezzo, forse non lo si scoprirà.

Nessun riscatto - Un account Twitter riconducibile ai miliziani siriani del Fronte al-Nusra smentisce oggi che il gruppo, legato ad al-Qaeda, abbia ricevuto denaro dall’Italia. "Il motivo del loro arresto è che molti agenti dei servizi segreti occidentali entrano (in Siria, ndr) come operatori umanitari. Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state
rilasciate", ha twittato Abu Khattab al-Shami, che si definisce un jihadista nella file di "al-Nusra di al-Qaeda del Jihad nella terra di al-Sham".

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Commenti all'articolo

  • giuseppetoffetti

    20 Gennaio 2015 - 11:11

    Le due eroine sono già andate in TV (da qualche giorno non seguo i programmi di intrattenimento pomeridiano o serale)? Mi piacerebbe vederle a Porta a Porta o da Santoro, interrogate da Maurizio Belpietro.

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  • tanyaes

    18 Gennaio 2015 - 13:01

    secondo me le due ragazze erano d'accordo con i loro rapitori forse prima che approdassero in Siria, hanno combinato il piano in anticipo. non sono nè dimagrite nè impaurite, fingono e si sentono forti per l'appoggio dei loro "rapitori". bisogna tenerle d'occhio e valutare attentamente tutto ciò che le riguarda. Bisogna inoltre impedire loro di tornare in Siria

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  • marari

    17 Gennaio 2015 - 16:04

    Oltre ad aver pagato questi 12 milioni di dollari, questo governo di non eletti quali scambi ha concordato con i criminali terroristi? Avranno liberato qualche prigioniero jihadista ?

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  • paolomora.pm@alice.it

    paolomora.pm

    17 Gennaio 2015 - 15:03

    Se hanno fiancheggiato e collaborato fattivamente con organizzazioni militari straniere a loro andrebbe tolta la cittadininanza italiana con addebito delle spese per causa loro sostenute . La guerra non é un diversivo alla noia di chi non ha problemi e la morte e la sofferenza vanno rispettate e non strumentalizzate per acquisire notorietà.

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